Il ricordo di mons. Benito Cocchi
May 13, 2026•Channel
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12PORTE - 14 maggio 2026: A dieci anni dalla morte di mons. Benito Cocchi, la comunità di Minerbio si è ritrovata nella chiesa di San Giovanni in Triario, il luogo dove il vescovo nacque nel 1934, per ricordarne la figura umana e pastorale.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Claudio Stagni, vescovo emerito di Faenza-Modigliana insieme a diversi sacerdoti della diocesi.Era presente anche il Vicario generale don Angelo Baldassarri.
Mons. Benito Cocchi nacque nel 1934 a San Giovanni in Triario e fu ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Bologna nel 1957.
Nel 1974 fu nominato quarantenne vescovo ausiliare di Bologna e, nell’82, vescovo di Parma. Dal 1996 al 2010 guidò l’arcidiocesi di Modena-Nonantola. Fu anche presidente della Caritas Italiana, distinguendosi per l’attenzione ai poveri, alla pace e alla formazione dei giovani. Morì nel 2015, lasciando il ricordo di un pastore vicino alle persone, concreto e profondamente legato alla Chiesa bolognese.
Nell’omelia, mons. Stagni ha invitato a leggere la memoria di mons. Cocchi alla luce della Pasqua e della Parola di Dio, ricordando un ministero vissuto “con allegria, verità e senso della Chiesa”. Ha ripercorso alcune tappe decisive della sua esperienza bolognese: le parrocchie di San Mammolo e Corticella, la Casa della Carità, la FUCI, l’insegnamento in seminario, fino agli incarichi di cancelliere e vicario generale.
Particolare rilievo è stato dato al suo impegno per la pace e alla sua attenzione educativa. “La pace come la dà Gesù – ha ricordato mons. Stagni – è inseparabile dalla carità e dalla giustizia”. Un tratto che segnò anche il suo servizio come presidente della Caritas Italiana, dove seguì da vicino la formazione degli obiettori di coscienza e dei giovani in servizio civile.
Durante la serata sono state proposte anche alcune testimonianze di amici e collaboratori. Don Silvano Manzoni ha ricordato l’esperienza della comunità sacerdotale di via del Terrapieno, nata accanto alla Casa della Carità in uno stile di condivisione e pastorale di zona “ante litteram”. Don Paolo Tasini ha sottolineato invece il realismo concreto di mons. Cocchi, “attento alle persone, fedele agli impegni e lontano da ogni retorica spiritualistica”.
Nel ricordo è emersa anche la sua fede semplice e profonda. Mons. Stagni ha rievocato l’episodio della guarigione attribuita all’intercessione della beata Clelia Barbieri, incoraggiata proprio da mons. Cocchi: “Credeva davvero, ha detto Stagni, in quello di cui parlava”.