MOSE E TURISMO: I TUNNEL SOTTO LE BOCCHE DI PORTO POTREBBERO DIVENTARE UN’ATTRAZIONE
Mar 4, 2026•Channel
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Come titola oggi Il Gazzettino, “Mose, tre anni e 50 milioni per smantellare i cantieri”. Dopo la realizzazione della grande infrastruttura che protegge la laguna dalle acque alte, ora si apre una nuova fase: quella della rimozione dei cantieri e del ripristino ambientale delle aree utilizzate durante i lavori.
Il primo intervento riguarda la demolizione della piattaforma realizzata alla bocca di porto di Malamocco, un’operazione da circa 4,5 milioni di euro. Nel complesso, lo smantellamento delle strutture provvisorie e il ripristino dei luoghi richiederanno circa tre anni e oltre 50 milioni di euro, con lavori che dovrebbero concludersi entro il 2028. Tra gli interventi previsti anche la sistemazione della lunata del Lido e altre opere di ricomposizione ambientale.
Parallelamente si avvicina il completamento del collaudo funzionale del Mose. Secondo quanto annunciato dall’Autorità per la Laguna, entro il 30 giugno dovrebbe concludersi il collaudo, mentre entro settembre è previsto il passaggio definitivo dell’opera allo Stato.
È bene ricordare l’importanza storica di questa infrastruttura. Il Mose ha rappresentato una svolta per tutta la laguna e in particolare per Chioggia. Prima della sua entrata in funzione la città era colpita da allagamenti anche 60-80 volte all’anno, con il Corso del Popolo frequentemente sommerso dall’acqua alta. Oggi la prospettiva è cambiata e Venezia e Chioggia possono guardare al futuro con maggiore sicurezza.
Proprio per questo, mentre si pianifica lo smantellamento dei cantieri, sarebbe interessante ragionare anche su possibili utilizzi turistici di alcune infrastrutture realizzate. All’interno del sistema del Mose esistono infatti due tunnel sotto i canali, strutture tecniche che consentono il passaggio di mezzi di servizio ma che, in prospettiva, potrebbero diventare anche un percorso visitabile.
Un itinerario guidato tra le grandi opere della laguna – magari accessibile a piedi o in bicicletta – potrebbe trasformarsi in un’esperienza unica dal punto di vista turistico e culturale, capace di raccontare da vicino una delle più grandi infrastrutture idrauliche mai realizzate in Italia.