SMAU Stockholm 2026 | Intervista a Fabrizio Conicella, Chiesi Group
Jun 1, 2026•Channel
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Published1 week ago
Duration3:00
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Languageit
CategoryScience & Technology
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A SMAU Stockholm 2026 abbiamo intervistato Fabrizio Conicella, Strategy Sustainability and Growth - SSG, Chiesi Group e gli abbiamo chiesto quale è l'elemento segreto del successo nella collaborazione con le start up e di farci un esempio di collaborazione che ha funzionato: "Collaborare con gli altri non è più una scelta, è un obbligo perché oramai non c'è più nessuno in tutto il mondo che ha tutte le risorse, le competenze e le conoscenze per essere autonomo nei processi di innovazione. Fare questo con le start up e con i centri di ricerca aggiunge questo elemento di novità e di impatto potenziale sulla società e permette di identificare delle innovazioni che possano in modo distruttivo, e positivo, cambiare la nostra vita e non solamente fare innovazioni incrementali. Il problema è che collaborare è difficile, è difficile perché bisogna superare ostacoli culturali, bisogna superare la barriera, a volte anche linguistica, e bisogna essere in grado, lo dico col cappello della grande impresa, di rispettare ciò che le piccole start up possono fare più velocemente, in alcuni casi anche meglio dei grandi centri di ricerca. Questo è un po quello che cerchiamo di fare, come Chiesi, ma è anche quello che vediamo fare da molte aziende negli ecosistemi internazionali e eventi come quello di Stoccolma a cui abbiamo partecipato sono assolutamente positivi per questo tipo di approccio, perché permettono di concentrare in un unico luogo l'incontro con start up, interessanti, abilitatori di sistema e anche altre grandi aziende con cui scambiare idee best practice. Noi siamo un po' biased, direbbero i nostri amici inglesi, perché a Stoccolma abbiamo il centro di ricerca e una lunga tradizione di collaborazione con Karolinska. Uno dei nostri prodotti più famosi, CUROSURF, che è un prodotto che viene somministrato a bambini pretermine con problematiche respiratorie, viene direttamente da un progetto che abbiamo identificato dentro il Karolinska più di 15 anni fa e abbiamo supportato nel suo sviluppo con spirito collaborativo. In realtà col Karolinska stiamo ancora collaborando. Abbiamo recentemente identificato un progetto nel campo delle malattie rare che stiamo supportando con un piccolo finanziamento e stiamo anche lavorando adesso per tentare di accedere a conoscenze e competenze che non abbiamo al nostro interno, ma che sono in ricercatori e scienziati del Karolinska. E lo facciamo con una piattaforma collaborativa che abbiamo creato col col Karolinska che ci permette, sotto confidenzialità, di condividere i nostri problemi e di raccogliere eventuali proposte che vengono dal centro di ricerca. Questo è un esempio focalizzato sulla Svezia ma noi cerchiamo di seguire questo tipo di approccio collaborativo ovunque nel mondo".