Giuseppe Musella davanti al gip: «Amavo Ylenia, non volevo ucciderla: la mia vita è distrutta»
Feb 6, 2026•Channel
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Non si è nascosto, non ha cercato scuse per il terribile delitto di cui si è macchiato. Giuseppe Musella ha risposto per oltre tre ore alle domande del giudice e del pubblico ministero. Rinchiuso nel carcere di Secondigliano, dove oggi a mezzogiorno è iniziata l’udienza di convalida, il 28enne di Ponticelli ha ammesso le proprie responsabilità: «Non volevo uccidere Ylenia. Era tutta la mia vita e non riesco a darmi pace per quello che è successo».
Le accuse
Musella, raggiunto da un decreto di fermo dopo essersi costituito lunedì notte, deve rispondere dell’accusa di omicidio aggravato. È stato lui, all’apice di una lite furibonda, a lanciare il coltello da cucina che ha colpito alla schiena, uccidendola, la sorella Ylenia.
Le dichiarazioni
Assistito dagli avvocati Leopoldo Perone e Andrea Fabbozzo, il ventottenne reo confesso ha sostanzialmente confermato quanto sarebbe emerso dalle prime battute investigative: «Amavo mia sorella - ha messo a verbale - era tutta la mia vita, ma quando ha aggredito il mio cane non ci ho visto più. Ho perso il controllo e le ho lanciato un coltello da cucina. Non volevo ucciderla, però». Il giovane indagato ha poi aggiunto: «Penso a lei continuamente e al fatto che non potrò mai più rivederla». In serata è attesa la decisione del giudice, chiamato a convalidare, o meno, il fermo di Musella.