La Corazzata Potëmkin (1925) Sergej Ėjzenštejn
Jan 29, 2026•Channel
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Published5 months ago
Duration1:10:32
Video ID8swqO0Sekdk
Languageit
CategoryFilm & Animation
PrivacyPublic
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Video TypeRegular Video
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Description
_*La Corazzata Potëmkin*_ ( Бронено́сец «Потёмкин» , Bronenosec Potëmkin ) fu il secondo lungometraggio diretto da https://youtube.com/playlist?list=PLue4rhsHxp68zKySJRqlq105nCWz_NWs7; è oggi considerato un capolavoro assoluto della cinematografia mondiale, oltre che per i suoi meriti estetici ed il suo valore di documento storico e sociale, per le innovazioni linguistiche che ancora continuano a stimolare la creatività dei cineasti e il confronto critico.
A cento anni dalla sua uscita nelle sale (21 gennaio 1926), riproponiamo quest’opera non con la colonna sonora originale di *Edmund Meisel* o quella più diffusa di *Nikolai Kryukov* , ma con la nuova colonna sonora composta, suonata e registrata dal vivo da *Cinestesia* , @cinestesia.cinemamutodalvivo , che reinterpreta in maniera alternativa e contemporanea questo classico immortale del cinema.
_*La corazzata Potemkin*_ è un film corale, in cui non emerge alcun protagonista, al centro della vicenda sta il popolo con la molteplicità dei suoi punti di vista; per dirla con le parole dello stesso regista:
“...sembra una cronaca (o cinegiornale) di avvenimenti, ma in realtà colpisce come un dramma. Il segreto di questo effetto sta nel fatto che il ritmo della cronaca si adatta alle leggi rigorose della composizione tragica; e, più ancora, della composizione tragica nella sua forma più classica: la tragedia in cinque atti”
_Capitoli_
00:00 - Titoli
00:27 - I Atto. Uomini e vermi
13:54 - II Atto. Dramma sul ponte
31:45 - III Atto. Il morto chiama
43:00 - IV Atto. La scalinata di Odessa
54:15 - V Atto. Una contro tutte
Realizzato nel 1925, il film fu prodotto dalla Goskino per celebrare il ventennale della Rivoluzione del 1905. Ėjzenštejn, allora ventisettenne, si era già distinto per il suo esordio con https://youtu.be/euL5PtTaSfc. Il progetto originale, basato sul soggetto scritto da *Nina Agadžanova-Šutko* , prevedeva la realizzazione di più film tratti da più episodi storici a partire dalla guerra russo-giapponese (1904-1905).
Dopo un sopralluogo alla città di Odessa, il regista rimase colpito dalla monumentale scalinata (progettata dall’architetto italiano Francesco Boffo), che gli suggerì la celebre scena qui ambientata. Propose ed ottenne dalla produzione di realizzare un unico film che raccontasse l’ammutinamento dei marinai della Potëmkin e della violenta repressione che si abbatté sugli abitanti di Odessa schieratisi dalla parte dei ribelli. Quest’episodio occupava uno spazio ridotto e marginale nel soggetto originale, Ėjzenštejn lo sviluppò in sceneggiatura insieme a *Grigorij Vasil'evič Aleksandrov* .
Nella realtà storica il massacro si svolse di notte lungo le strade della città, ma nella ricostruzione cinematografica, il regista sceglie di ambientarla sulla scalinata, la quale, per la sua forma particolare, gli permette di mettere pratica le sue teorie sul montaggio. Per un’analisi più approfondita di queste rimandiamo a video successivi limitandoci qui a evidenziare le tre scene più frequentemente citate dai critici per illustrare le teorie di Ejzenštejn:
(13:05) Il marinaio che rompe il piatto. Questa scena, che chiude il primo atto del film, è un esempio di *overlapping editing* : la medesima azione è ripresa e mostrata da diversi punti di vista, il montaggio delle inquadrature estende la durata dell’evento enfatizzandolo e amplificandone l’impatto, lo scatto d’ira del marinaio segna, infatti, l’inizio della rivolta.
(53:38) Gli occhiali rotti. La sequenza della scalinata si chiude su l’anziana donna che viene colpita da un soldato. Qui Ėjzenštejn ricorre alla tecnica inversa a quella dell’overlapping editing, sottraendo fotogrammi alla sequenza invece che aggiungerne: vediamo il soldato sferrare i suoi colpi e subito dopo il volto dell’anziana coperto di sangue… noi spettatori siamo costretti a ricostruire mentalemente l’accaduto facendocene partecipi.
(54:08) Il leone. Questa scena, connotata da un forte *simbolismo* : il leone è il popolo che dorme, si sveglia, si ribella, è un esempio di come Ėjzenštejn utilizzi il montaggio per dare alle sue immagini anche un senso metaforico.
Questi celebri esempi rappresentano solo un minima parte degli espedienti utilizzati da Ėjzenštejn nel suo film e che spingono il montaggio cinematografico oltre la sua primaria funzione narrativa facendolo evolvere in *montaggio espressivo* .
A seguito della Rivoluzione, l’Unione Sovietica era rimasta esclusa per diversi anni dai mercati internazionali, _*La corazzata Potemkin*_ fu il primo film sovietico ad ottenere un’ampia diffusione all’estero, nonostante vennisse presto censurato per il suo contenuto rivoluzionario, il suo successo fu tale che permise ad Ėjzenštejn, per qualche anno ancora, una certa libertà creativa prima che gli ideali della Rivoluzione venissero piegati dalla dittatura stalinista.
#Ėjzenštejn #Potëmkin