Liste d’attesa: primo provvedimento in sanità firmato dal presidente Decaro
Jan 9, 2026•Channel
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Il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro annuncia il primo atto del suo mandato in materia di sanità: un provvedimento concreto per l’abbattimento delle liste d’attesa.
Il primo provvedimento firmato dal nuovo presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, è dedicato a uno dei nodi più sensibili per i cittadini: la riduzione delle liste d’attesa in sanità. Una misura annunciata già nel giorno della proclamazione e definita nelle ore successive attraverso un confronto con i vertici del sistema sanitario regionale.
Il provvedimento avvia un piano sperimentale di cinque mesi, operativo dal 1° febbraio fino a fine giugno, che impone a tutte le aziende sanitarie pugliesi la presentazione, entro 15 giorni, di un piano aziendale per il recupero delle prestazioni ambulatoriali oltre i tempi soglia. La priorità sarà data alle prestazioni classificate come U (urgenti) e B (brevi), quelle che oggi registrano le maggiori criticità.
Sul fronte dell’offerta, il piano prevede aperture straordinarie degli ambulatori il sabato e la domenica, l’estensione degli orari giornalieri fino a 12 ore e, nei casi necessari, il prolungamento delle attività fino alle ore 23. L’obiettivo è aumentare in modo significativo la capacità del sistema pubblico di assorbire le richieste, senza scaricare ulteriormente i cittadini sul privato.
Parallelamente, il provvedimento interviene in modo deciso anche sulla domanda. Secondo i dati dell’agenzia regionale della salute, oltre il 40% delle prescrizioni di TAC e risonanze magnetiche risulta potenzialmente inappropriato. Un fenomeno che sottrae risorse e tempi a chi ha reale necessità. Per questo è previsto un monitoraggio sistematico delle prescrizioni, con verifiche mensili e trimestrali sull’appropriatezza clinica.
Un passaggio centrale riguarda il rapporto tra attività istituzionale e intramoenia. Le aziende sanitarie dovranno garantire che l’attività libero-professionale non superi, per ciascun medico, i volumi assicurati nell’attività pubblica. In caso di violazioni sono previste sanzioni fino alla sospensione dell’intramoenia, con responsabilità diretta delle direzioni strategiche.
I piani aziendali dovranno includere indicatori di costo-efficacia, modalità di tutela del cittadino, strumenti di comunicazione al pubblico e saranno sottoposti a validazione regionale preventiva, soprattutto in presenza di oneri aggiuntivi. Il monitoraggio complessivo sarà affidato a una Cabina di regia regionale, con report periodici e incontri di verifica.
«Non è una soluzione definitiva – ha spiegato Decaro – ma l’inizio di un percorso che richiede la collaborazione di tutti: istituzioni, operatori sanitari e cittadini». Un segnale politico chiaro: la sanità è posta al centro dell’agenda regionale fin dal primo atto di governo, con l’obiettivo dichiarato di rendere il sistema più equo, efficiente e orientato ai reali bisogni di cura.
In Sintesi:
📌 Cosa prevede il piano
• 15 giorni di tempo alle Aziende sanitarie per presentare un piano operativo
• Avvio dal 1° febbraio, in forma sperimentale fino a fine giugno
• Più visite ed esami: ambulatori aperti fino alle 23, anche sabato e domenica
• Potenziamento delle attività istituzionali nelle strutture pubbliche
📊 Controlli e appropriatezza
• Monitoraggio mensile delle attività
• Verifica delle prescrizioni: secondo Aress, il 40% di TAC e risonanze risulta inappropriato
• Obiettivo: garantire le prestazioni a chi ne ha davvero bisogno, evitando sprechi
🔎 Priorità
Il provvedimento riguarda inizialmente le prestazioni urgenti (U) e brevi (B).
Nei prossimi giorni l’attenzione si sposterà anche su altri nodi cruciali del sistema sanitario, a partire dal pronto soccorso.