La fisica che ci piace, cosa è successo e quali sono le accuse al prof Schettini
Feb 25, 2026•Channel
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Vincenzo Schettini, youtuber e divulgatore scientifico diventato celebre sui social con il progetto 'La Fisica che ci Piace', è finito al centro delle polemiche dopo alcune dichiarazioni rilasciate al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli in cui il docente ha parlato della possibilità per gli insegnanti di proporre contenuti online a pagamento: "Gli insegnanti che sono a scuola adesso, come me, cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché un buon prodotto deve essere in vendita in un supermercato, e perché la buona cultura non deve essere in vendita? Dobbiamo uscire dal cliché che la conoscenza debba essere sempre gratuita".
La polemica
Parole che sono state fraintese e che hanno acceso il dibattito sui social, dove in molti hanno interpretato le sue parole come un invito a l'istruzione a pagamento. Schettini ha così replicato facendo una netta distinzione tra scuola e istruzione, gratuita e accessibile a tutti come diritto costituzionale, e cultura. "Se credete veramente che la cultura debba essere gratuita e accessibile a tutti allora, vi prego, adesso andate dentro un museo e pretendete di entrare gratis", ha detto in un reel spiegazione. Schettini ha sottolineato che il suo discorso riguardasse la possibilità per gli insegnanti di offrire cultura al di fuori della scuola ed essere pagati per questo.
La dichiarazione e la replica
Nel frattempo, un ex studente - rimasto anonimo - ha diffuso una versione critica delle lezioni del docente, definendoli poco tradizionali e affermando che in classe venivano realizzati video per Youtube al posto delle lezioni canoniche.
"Dobbiamo sottolineare - scrivono - dato che sembra essere necessario, che il professore è stato sempre benvoluto dai suoi studenti e dai genitori: non è mai giunta una lamentela alla Dirigenza Scolastica, anzi, solo ringraziamenti per avere nell'Istituto un insegnante così innamorato del suo lavoro, esattamente come tanti altri docenti. A nome dell'intera comunità studentesca, dichiariamo piena solidarietà al prof perché ci sentiamo coinvolti in questa triste e assurda vicenda. I suoi metodi didattici (anche di lezioni online) sono stati visti da molti come una grande novità che potesse finalmente creare un flusso positivo nello studio di una materia ostica come la fisica; certo, ci può essere stato qualche studente che, per motivi propri, non abbia né amato la materia né amato quella metodologia, ci sta. Su una cosa che lo studente anonimo racconta siamo d'accordo e possiamo testimoniarlo (visto che conosciamo il prof da molto prima che sui social diventasse un volto così amato): il prof. Schettini è sempre stato umano ed empatico con tutti i suoi studenti".
Le testimonianze
Il caso è esploso dopo una serie di testimonianze riportate anche da Repubblica Bari, che ha raccolto il racconto di ex studenti dell’Istituto “Luigi dell’Erba” di Castellana Grotte, dove Schettini ha insegnato per anni. Alcuni difendono con forza il docente, altri invece descrivono un’esperienza didattica problematica.
Una ex studentessa, che ha preferito restare anonima, racconta di lezioni molto brevi e di un ricorso costante ai contenuti online per completare lo studio. Secondo la sua testimonianza, durante le interrogazioni sarebbero state richieste nozioni presenti esclusivamente nei video YouTube del docente.
“Ci diceva di guardare i video perché non c’era abbastanza tempo per spiegare tutto in classe”, riferisce. E ancora: “Il voto alto lo si doveva raggiungere con i like, seguendo le live, commentando. Si poteva ottenere fino a un punto in più alle interrogazioni”.
Nel racconto emergono contest online, premi come maglie o libri autografati e un sistema di “report” con screenshot per dimostrare l’interazione con il canale. “Chi andava bene nella materia non poteva aspirare a più di otto solo con lo studio”, sostiene la studentessa, che parla di un meccanismo vissuto come penalizzante.
Schettini ha replicato pubblicamente, portando la voce di altri ex alunni che invece hanno difeso il suo metodo, definendolo innovativo e coinvolgente.