SEVERINO: ''L'ESSERE È ETERNO'' - #EmanueleSeverino #Severino #Filosofia #Ontologia #Essere
Jun 7, 2026•Channel
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Per Emanuele Severino l'eternità dell'essente è il cuore stesso della filosofia.
La sua tesi fondamentale è che ogni ente — una pietra, un albero, un uomo, una stella, un pensiero — è eterno. Non nel senso che dura per sempre nel tempo, ma nel senso che non può mai diventare nulla.
Secondo Severino, l'intera civiltà occidentale è fondata su una convinzione che egli considera folle: credere che le cose escano dal nulla e ritornino nel nulla. Quando diciamo che una persona nasce, stiamo implicitamente dicendo che prima non era e poi è. Quando diciamo che muore, stiamo dicendo che era e poi non è più. Per Severino questa è la forma fondamentale del nichilismo.
Il principio di non contraddizione impone invece che ciò che è non possa essere non-essere e che ciò che non è non possa essere. Se una cosa è, allora il suo essere è eterno.
L'apparire e lo scomparire delle cose non sono la loro nascita e la loro distruzione. Sono soltanto il loro entrare e uscire dall'orizzonte dell'apparire.
Un esempio semplice: quando il sole tramonta non crediamo che venga annientato. Scompare dal nostro campo visivo, ma continua a essere. Severino radicalizza questa intuizione fino all'estremo: ogni essente è come il sole. Non viene prodotto dal nulla e non viene distrutto dal nulla. Appare e scompare, ma il suo essere rimane eterno.
Per questo distingue tra:
l'essere dell'essente, che è eterno;
l'apparire dell'essente, che è temporale.
Noi vediamo il divenire perché vediamo continuamente enti che compaiono e scompaiono. Crediamo allora che essi vengano creati e distrutti. Per Severino è un errore prospettico.
Una delle sue formule più celebri è:
«L'essente è eterno.»
E un'altra, ancora più radicale:
«Il divenire è l'apparire e lo scomparire degli eterni.»
Per questo il suo pensiero è molto diverso da quello di Eckhart. Eckhart cerca un fondo originario oltre le differenze, una dimensione in cui l'anima e Dio coincidono. Severino non cerca alcun fondo unitario dietro gli enti. Al contrario, insiste che ogni singolo essente è eterno nella sua irriducibile identità.
La rosa che appassisce, il bambino che nasce, la montagna che si sgretola, il pensiero che attraversa la mente: nulla di tutto questo diventa nulla. Tutto appartiene eternamente al destino dell'essere. Ciò che chiamiamo morte, distruzione e divenire è soltanto il modo in cui gli eterni appaiono e scompaiono davanti a noi.
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