6 Febbraio Vangelo del Giorno Commento Benedizione ☩ Liturgia della Parola
Feb 5, 2026•Channel
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Description
*VANGELO con Commento e Benedizione.* Vangelo del giorno Venerdì 6 febbraio 2026 Audio Vangelo di oggi in italiano con commento di https://www.youtube.com/@fraStefano Liturgia della Parola di oggi, dal Vangelo secondo Luca
Gloria a te o Signore
Mc 6, 14-29
In quel tempo, il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi». Altri invece dicevano: «È Elìa». Altri ancora dicevano: «È un profeta, come uno dei profeti». Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!».
Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
il Vangelo ci mostra un meccanismo che conosciamo bene. Tutto comincia con una seduzione sottile: una festa, il potere, gli applausi, lo sguardo degli altri. Erode si sente forte, importante, al centro della scena. Il mondo spesso fa così: ci promette successo, libertà, piacere immediato. Ci fa sentire vivi, riconosciuti, desiderati.
Ma poi arriva il momento della verità. Per non perdere la faccia, per non deludere chi guarda, Erode sacrifica Giovanni. La seduzione diventa ricatto. Ciò che sembrava leggero e divertente finisce per chiedere un prezzo altissimo: la testa del profeta, cioè la verità, la coscienza, la libertà interiore. Il mondo prima accarezza, poi stringe. Prima promette, poi toglie.
Giovanni Battista, invece, non seduce nessuno. Non cerca consenso, non protegge se stesso. Dice la verità e basta. E perde la testa, ma non perde se stesso. Erode la salva, ma perde l’anima.
Questo Vangelo ci aiuta a diventare più consapevoli: non tutto ciò che brilla ci fa bene, non ogni promessa porta vita. Ci invita a chiederci: chi sto cercando di compiacere? Che prezzo sto pagando per stare tranquillo, per essere accettato, per non disturbare?
È una parola che ci motiva a scegliere ciò che dà vita vera: la verità, la coerenza, la libertà del cuore. Anche quando costa. Perché perdere qualcosa per il Vangelo è sempre meno grave che perdere se stessi.
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