Il racconto di Fatima, vittima dell'aggressione di Mohamed Saidi
Jul 10, 2026•Channel
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Published2 days ago
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L’ultimo ricordo è il più tragico. L’epilogo di un pomeriggio diventato improvvisamente di terrore. “Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare”, confessa Fatima, ventidue anni, origini marocchine. Vittima casuale di Mohamed Saidi, il ventisettenne algerino che ieri pomeriggio, 10 luglio, l’ha sfregiata al volto nella fermata metro di Duomo al grido di “perché mi guardi? Sono musulmano, non guardarmi”. È lei stessa, da un letto d’ospedale del Policlinico, a ricostruire l’aggressione con gli agenti della polizia locale, che hanno arrestato l’uomo con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, sfregio permanente del viso, atti di violenza per motivi razziali, etnici o religiosi e porto di armi o oggetti atti ad offendere aggravati dall'aver agito per motivi futili.
L’articolo completo di Carmine R. Guarino su Repubblica Milano
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