⚔️ LA GUERRA d'INDIPENDENZA AMERICANA 📜#4luglio #independenceday #georgewashington 📚
Apr 20, 2026•Channel
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Già dalla fine del XVII secolo, sulla costa atlantica del Nord America, i coloni inglesi avevano costituito 13 colonie che dipendevano dalla monarchia inglese ed erano amministrate da governatori nominati dal re.
I coloni inglesi si mostrarono subito molto intraprendenti e divennero protagonisti di un rapido sviluppo economico.
I coloni pretendevano maggiore libertà dalla madrepatria, specialmente dopo aver dato un contributo decisivo alla vittoria britannica nella guerra dei Sette anni.
Tuttavia, la monarchia britannica continuava ad impedire ai coloni di commerciare liberamente
Inoltre, i coloni non potevano creare industrie in concorrenza con la madrepatria, con la conseguenza che erano costretti ad importare beni ai prezzi stabiliti dalla Gran Bretagna.
Tutto ciò fece crescere il malcontento tra i coloni nordamericani, che divenne ancora più grande quando nel 1765 il parlamento di Londra promulgò lo Stamp Act, che prevedeva una tassa su documenti pubblici, libri e giornali delle colonie.
I coloni protestarono con lo slogan "No taxation without representation": non erano disposti a pagare tasse imposte da un parlamento, ossia quello britannico, che neppure li rappresentava.
Il governo di Londra, allora, ritirò il provvedimento, ma impose alle colonie il pagamento di dazi sull’importazione su molti beni come il caffè, il tè, lo zucchero, il vetro, le vernici e la carta.
Fu la goccia che fece traboccare il vaso! La protesta culminò nel 1773, quando a Boston degli americani travestiti da pellerossa salirono a bordo di alcune navi e rovesciarono in mare un carico di té inglese . L’episodio, poi chiamo Boston Tea Party, fu considerato alla stregua di una dichiarazione di guerra delle colonie inglesi alla madrepatria.
Lo sconto tra i coloni e la corona inglese era aperto e si trasferì dal piano economico a quello politico.
I coloni, in seguito al primo congresso continentale nel 1774, chiesero l’indipendenza dalla madrepatria, ma a re Giorgio III riconfermò il principio della totale sottomissione delle colonie.
Si verificarono allora i primi scontri armati tra i coloni e le truppe britanniche e fu creato un esercito nazionale affidato al comando di George Washington.
Il 17 giugno 1776, a Bunker Hill, nei pressi di Boston, si svolse la prima battaglia tra i coloni e le truppe britanniche, che ebbero la meglio.
Il 4 luglio 1776, il Congresso approvò la Dichiarazione di Indipendenza, un atto con cui le 13 colonie americane:
- accusavano la G.B. di abusi e rifiutavano la sovranità di Giorgio III
- e rivendicavano il diritto di costituirsi in Stati liberi e indipendenti e di darsi un nuovo governo
La Dichiarazione di indipendenza era ispirata ai principi dell’Illuminismo e precisamente alla separazione dei poteri, alla tolleranza in materia religiosa e all’ideale di uguaglianza democratica. Scritta dalla commissione dei 5, fu presentata alla cittadinanza il 4 luglio, data in cui ancora oggi gli Stati Uniti festeggiano the Independence Day.
Dopo una logorante guerriglia, nell’ottobre del 1777, a Saratoga, i coloni americani ebbero la meglio e quello stesso anno, per la prima volta, sventolò la Betsy Ross Flag, dal nome della sarta che l’aveva cucita.
A questo punto, intervennero nel conflitto, a sostegno delle colonie, anche i francesi e gli spagnoli, il cui obiettivo comune era quello di ottenere la restituzione di alcuni territori occupati di Britannici nel 1763.
La battaglia decisiva si svolse nell’ottobre del 1781 a Yorktown, in Virginia. Ai britannici non restò che arrendersi e i coloni americani vinsero la guerra.
La guerra era dunque conclusa e il 3 settembre 1783 la G.B. sottoscrisse il trattato di Parigi, con cui riconosceva l’indipendenza delle colonie britanniche d’America
Inizialmente, le colonie si organizzarono in una confederazione, un’alleanza tra stati indipendenti, con alcuni interessi in comuni, soprattutto nell’ambito della difesa e della politica estera.
Poi, in occasione dell’assemblea di Filadelfia del 1787, riunitasi per scrivere la Costituzione, prevalse l’idea di andare oltre la confederazione e di dar vita a una federazione, cioè un’unione stretta tra gli stati, disposti a cedere parte della loro sovranità ad un’autorità centrale forte, capace di risolvere i contrasti interni e di rafforzare l’unità del paese, anche se i vari stati mantenevano una certa autonomia a livello locale.
Nello stato federale vigeva la separazione dei poteri:
Il potere legislativo era affidato a un congresso federale
Il potere esecutivo fu affidato ad un presidente che restava in carica per 4 anni, nominava i ministri e comandava le forze armate. Il primo presidente degli stati Uniti fu George Washington, che diede il nome alla nuova capitale nel 1790.
Il potere giudiziario, infine, era affidato ad una corte suprema federale composta da giudici nominati dal presidente
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