Caravaggio, ‘La Presa di Cristo’ a Palazzo Chigi di Ariccia The Taking of Christ, Ruffo Version
May 14, 2026•Channel
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Description
Michelangelo Merisi, il Caravaggio
(Milano 1571 – Porto Ercole 1610)
‘La Presa di Cristo’ - The Taking of Christ, Ruffo Version, 1603
“un tragico carosello nel buio”: (Longhi)
Olio su tela cm 142×218
dell’antiquario Mario Bigetti, dalla collezione Ruffo di Calabria
ora esposta a Palazzo Chigi di Ariccia
Caravaggio, la Presa di Cristo sarà esposta stabilmente ad Ariccia: accordo di cinque anni
Caravaggio, The Taking of Christ will be permanently displayed in Ariccia: five-year agreement
The "Ruffo version" of Caravaggio's The Taking of Christ (c. 1602) is a highly significant, recently rediscovered, and restored iteration of the famous masterpiece, now permanently displayed at Palazzo Chigi in Ariccia . Often considered the potential primary version or a direct replica by the artist, this version is known for its intense "expressionist" quality and dramatic, high-contrast lighting compared to the famous Dublin iteration.
Identified in 1943 by Roberto Longhi, the painting was long hidden in private collections (Ruffo di Calabria), misattributed, and dirty. A complex, recent restoration (completed around 2023) removed later additions, revealing high-quality brushwork, original pentimenti (revisions), and intense emotional detail consistent with Caravaggio’s style. It shows a clearer "mark of infamy"—a specific scar on Judas’s hand grasping Christ—compared to other versions. The painting, depicting the moment of betrayal in the Garden of Gethsemane, is recognized for its dark atmosphere, contemporary armor, and the crucial lantern-bearing self-portrait of Caravaggio on the right
Formerly held in the Mattei, Colonna di Stigliano, and Ruffo di Calabria collections, the work is now owned by antiquarian Mario Bigetti.
La "versione Ruffo" della Cattura di Cristo (circa 1602) di Caravaggio è una versione di grande importanza, recentemente riscoperta e restaurata, del celebre capolavoro, ora esposta permanentemente a Palazzo Chigi ad Ariccia. Spesso considerata la versione principale o una replica diretta dell'artista, questa versione è nota per la sua intensa qualità "espressionista" e per la drammatica illuminazione ad alto contrasto, rispetto alla famosa versione di Dublino.
Identificata nel 1943 da Roberto Longhi, l'opera è rimasta a lungo nascosta in collezioni private (Ruffo di Calabria), erroneamente attribuita e sporca.Un complesso restauro recente (completato intorno al 2023) ha rimosso le aggiunte successive, rivelando una pennellata di alta qualità, i pentimenti originali e un'intensa ricchezza di dettagli emotivi, coerente con lo stile di Caravaggio.
Mostra un "segno di infamia" più evidente – una specifica cicatrice sulla mano di Giuda che stringe Cristo – rispetto ad altre versioni. Il dipinto, che raffigura il momento del tradimento nel Getsemani, è noto per la sua atmosfera cupa, l'armatura dell'epoca e il fondamentale autoritratto di Caravaggio con la lanterna sulla destra.
Precedentemente appartenuta alle collezioni Mattei, Colonna di Stigliano e Ruffo di Calabria, l'opera è ora di proprietà dell'antiquario Mario Bigetti.*
* Nel 2003 Anna Maria Ruffo ha ceduto la tela all’antiquario romano Mario Bigetti
“Nell’iconografia scelta dal pittore vengono rappresentate simultaneamente più scene connesse all’evento evangelico: il bacio traditore di Giuda, la cattura dei soldati e l’orrore di Giovanni, testimone dell’evento, in fuga. Giuda, baciando Gesù, lo consegna di fatto ai soldati. Cristo, con umiltà, coraggio e fede, si arrende in silenzio al suo destino e al sacrificio. Sullo sfondo emerge il volto di un uomo che tiene una lanterna in mano, osserva l’evento tragico e medita: è un autoritratto dell’artista (FIG. n.3) già individuato da Longhi, che così lo descriveva nella versione Sannini, esposta a Milano: “pallido, scavato, con la chioma a ricci compressi” e segni di barba e baffetti. E’ strategico l’inserimento dell’autoritratto, presente in altre opere del Merisi: l’artista partecipa insieme allo spettatore al dramma sacro messo in scena e cerca di far luce sul mistero della Passione di Cristo. Le note stilistiche e tecniche caratterizzanti le due opere appartengono al vocabolario caravaggesco.(…)
Barbara SAVINA in “Abaut Art online”
The Mark of Infamy, The Betrayal
marchio d’infamia
la mano di Giuda che ghermisce Cristo presenta una vistosa cicatrice, interpretata come una sorta di "marchio d'infamia" del traditore.
per approfondire vedi
https://www.palazzochigiariccia.it/la-presa-di-cristo-di-caravaggio-dalla-collezione-ruffo/
https://www.finestresullarte.info/arte-antica/caravaggio-presa-di-cristo-ruffo-torna-stabilmente-ad-ariccia
https://artepiu.info/caravaggio-presa-cristo-sannini-ruffo/
https://www.aboutartonline.com/ancora-su-caravaggio-tra-originali-e-copie-considerazioni-dopo-la-mostra-di-ariccia-e-su-una-versione-intermediadella-presa-di-cristo/