Le campane di Rogno (BG) fraz. San Vigilio - 3 concerti a 5 campane

Jan 28, 2026Channel
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Languageit
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Rogno (BG) fraz. San Vigilio - Chiesa di S. Vigilio V. - Concerto di 5 campane in Si3 C. Ottolina dopoguerra - 3 concerti a 5 campane per la S. Messa festiva. Il primo ed il secondo concerto sono stati eseguiti in e.-m., il terzo è quello automatico della ditta di manutenzione. L'amministratore mi ha riferito che è intenzionato a far rimettere le corde alle campane togliendo l'impianto elettrico in quanto troppo onerosa la spesa per la corrente elettrica. Ringrazio molto l'amministratore parrocchiale. La chiesa di S. Vigilio è indicata nella visita del vescovo Bollani (1567) come curazia mercenaria della parrocchia di Monti ma era in quasi completo abbandono. Come i paesi limitrofi anche S. Vigilio fu sottoposto alla giurisdizione della Pieve di Rogno che vi riscuoteva le decime ed esercitava i diritti di Chiesa Matrice. Costruita probabilmente nel sec. XV, in posizione incantevole su un alto sperone roccioso dominante la valle, la chiesa era aperta ai quattro venti, senza porte e vi si celebrava qualche volta. Anzi nel 1573 vi si celebrava solo il lunedì di Pasqua. Più in ordine, se non proprio del tutto, si trovava nel 1580. San Carlo B., infatti, ordinava che venisse ampliato e reso regolare l'altare e provvisto di pallio, candelabri e della croce, reso uguale il pavimento, imbiancate le pareti, riparato il volto e aperta una finestra ad occhio sulla facciata. Ma aveva una porta, una sacrestia, ecc. Fuori la chiesa esisteva una cappelletta oramai cadente, doveva essere distrutta e il materiale usato per la chiesa. Il visitatore ordinava al parroco di Monti di celebrarvi almeno una volta la settimana e faceva carico alla Vicinia di S. Vigilio di adempiere agli ordini impartiti. Si deve probabilmente alla Vicinia uno sviluppo tanto promettente che il 30 novembre 1683 veniva staccata da Monti ed eretta in parrocchia. Nel 1728 poi la chiesa veniva completamente ricostruita. La facciata di notevole eleganza ha un pronao con colonne cinquecentesche e candelabri in arenaria. L'interno è ad una navata. L'altare maggiore, opera firmata nel 1747 da Giovanni Canevale. presenta un paliotto in scagliola con finti intarsi marmorei di fiori, uccelli e medaglia raffigurante S. Vigilio. Ha una pala secentesca raccolta in elegante soasa che raffigura la Madonna col Bambino e i S.S. Carlo B. e Vigilio. Di buona fattura è stata rovinata, come scrive il Pagnoni, da "incaute dipinture". Bella anche la pala dell'altare della Madonna del Rosario con i S.S. Domenico e Costanzo; fanno da corona i Misteri del Rosario. I due quadri sono stati restaurati nel 1987 per iniziativa di don Ettore Capitanio. Ai lati del coro vi sono due tavole settecentesche raffiguranti S. Antonio ab. e S. Rocco. Nel 1988 sono state poste tre vetrate nelle quali sono stati raffigurati il Natale, S. Giuseppe e le S.S. Bartolomea Capitanio, Vincenza Gerosa e don Angelo Bosio. Il pulpito (1818), la cantoria e la cassa d'organo (1832), sono opera di Tomaso Pietroboni di Vione. Particolarmente prezioso l'organo, un "ottavino" basato sulla grandezza di 4 piedi, firmato nel 1832 da Aurelio Bossi restaurato nel 1994-1998 dall'Ing. Umberto Ongaro. Testo tratto dal sito: "www.enciclopediabresciana.it".

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