SABATO SANTO - don Paolo Quattrone
Apr 3, 2026•Channel
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Commento di don Paolo Quattrone - sacerdote della diocesi di Aosta, parroco di Hône e Bard.
Sabato 4 aprile
Venerdì abbiamo visto che l’amore di Dio per noi si è rivelato nell’eucarestia e nella lavanda dei piedi, ieri con la sua morte in croce insegnandoci a donarci e con l’aver condiviso tutto ciò che di male può accadere ad una persona e per questo condivide con noi anche i momenti difficili. Oggi sabato santo, siamo invitati a guardare a Gesù deposto e chiuso nel sepolcro. Oggi non vi sono letture e questo per invitarci a qualcosa di molto importante: il silenzio. Dio rivela il suo amore nel silenzio, se vogliamo percepire qualcosa dell’amore di Dio troviamo oggi, ma non solo oggi, un momento per stare in silenzio, entrando in una chiesa o facendo due passi nella natura, senza dover dire alcuna preghiera, senza recitare alcuna formula ma stando in silenzio. Gesù anche dal sepolcro ci dice che ci ama, ci ama a tal punto che è sceso nei nostri sepolcri che sono i nostri cuori spesso bui e freddi per rivelarci che Lui c’è, che anche se dentro di noi avvertiamo il buio e il freddo del peccato, del nostro male, del nostro egoismo, dei nostri errori e mancanze Lui non si schifa di tutto questo ma ci sta dentro. Oggi troviamo un bel momento per fare silenzio, avvertiremo in noi anche le nostre debolezze, mancanze, peccati e zone d’ombra, brutture e invece di piangerci addosso, di sentirci indegni o delle schifezze, ricordiamoci che Dio è dentro anche a queste zone d’ombra, a questi sepolcri per portare la sua luce, per ricordarci che siamo preziosi ed amati da Lui, che la nostra vita non sono solo le nostre mancanze, carenze, fallimenti, peccati ma siamo molto di più. Facciamo questo esercizio di silenzio oggi e avremo preparato davvero il nostro cuore a vivere con gioia la veglia pasquale di questa sera che è la celebrazione più bella di tutto l’anno liturgico, e vi invito a partecipare a quella proposta nella vostra parrocchia là dove abitate, dove davvero si esperimenta che la luce di Dio abita anche nei luoghi più oscuri dell’animo umano.