IL FUTURO DEL VELIVOLO M-346 è CON I DRONI GREGARI di LEONARDO e BAYKAR
Mar 23, 2026•Channel
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M-346 e droni gregari: test al via per la cooperazione Italia-Turchia
Leonardo ha annunciato l’avvio di una campagna di prove in volo dedicate all’integrazione tra velivoli con equipaggio e piattaforme senza pilota. Le attività rientrano nello sviluppo delle operazioni congiunte uomo-macchina, con l’obiettivo di impiegare droni per compiti operativi ad alto rischio. I primi test sono previsti tra aprile e maggio in forma riservata, seguiti da una seconda fase pubblica. Non sono stati diffusi dettagli su località e profili di missione.
Un addestratore che evolve
L’M-346 è già stato indicato in passato come piattaforma a basso costo potenzialmente adattabile a nuovi ruoli. Tra le ipotesi, anche quella di un impiego come nodo di coordinamento per sistemi senza equipaggio. Il velivolo, nella sua configurazione biposto, potrebbe mantenere un ruolo centrale come “nave madre” per la gestione operativa di droni gregari.
Collaborazione con Baykar
La cooperazione tra Leonardo e l’azienda turca Baykar si inserisce in un contesto industriale già consolidato. Le due realtà hanno avviato una joint venture denominata LBA Systems, finalizzata allo sviluppo congiunto di tecnologie e piattaforme. Tra i sistemi coinvolti figurano droni come il Kizilelma, indicato come possibile candidato per operazioni integrate con velivoli pilotati.
Le attività produttive saranno distribuite sul territorio italiano. A Ronchi dei Legionari è previsto l’assemblaggio del TB3 con integrazione di sensori e armamenti, mentre a Grottaglie sarà realizzata la produzione del Kizilelma.
Verso operazioni integrate
I test annunciati rappresentano un passaggio operativo verso l’impiego coordinato tra velivoli e droni all’interno delle missioni. Questo tipo di integrazione punta a combinare capacità umane e sistemi autonomi, ampliando il raggio d’azione e la flessibilità operativa.
Collegamenti con programmi futuri
Lo sviluppo di droni gregari è associato anche ai programmi di nuova generazione. Tra questi, il GCAP prevede l’integrazione di piattaforme senza equipaggio a supporto del caccia di sesta generazione. In questo contesto, l’M-346 è stato considerato come possibile base di partenza per lo sviluppo di soluzioni unmanned.
Parallelamente, emergono nuovi possibili sviluppi sul piano internazionale. La Polonia avrebbe avviato discussioni preliminari per una partecipazione al programma GCAP. Il Paese è attualmente tra i principali importatori di armamenti in Europa e prevede un aumento significativo della spesa per la difesa, con valori prossimi al 5% del PIL nel 2026. #Difesa #Leonardo #M346 #Droni #LoyalWingman #Baykar #Kizilelma #TB3 #Aviazione #GCAP #SestaGenerazione #IndustriaDifesa #Italia #Turchia #JointVenture #LBA #AeronauticaMilitare #TecnologiaMilitare #UAV #MUMT #DifesaEuropea #Polonia #Geopolitica