Zuppi visita Loiano, Monghidoro e Monzuno
Jun 25, 2026•Channel
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12PORTE - 25 giugno 2026: L'Appennino non è soltanto un territorio da attraversare: è un insieme di comunità che custodiscono una storia antica, relazioni profonde e una fede che continua a dare forma alla vita quotidiana. È questo il volto che il Cardinale Matteo Zuppi ha incontrato durante la Visita pastorale alle Zone pastorali di Loiano-Monghidoro e Monzuno, svoltasi dal 18 al 21 giugno.
Quattro giorni di incontri, ascolto e condivisione in un territorio che si estende lungo le valli del Savena, dell'Idice, del Setta e del Sambro, attraversato dalla storica Strada della Futa e dalla Via degli Dei, oggi percorsa ogni anno da migliaia di camminatori. Qui la montagna alterna faggete, castagneti e crinali, ma soprattutto custodisce una fitta rete di piccoli paesi e frazioni nei quali la comunità continua ad avere un valore concreto.
Le due Zone pastorali comprendono i comuni di Loiano, Monghidoro e Monzuno, per una popolazione complessiva di circa quindicimila abitanti. Dopo decenni di spopolamento, negli ultimi anni si registra un'inversione di tendenza: accanto a una popolazione sempre più anziana, arrivano nuove famiglie provenienti da Bologna, attratte dalla qualità della vita e dalla possibilità di lavorare anche a distanza. Rimane però forte la sfida dell'invecchiamento, della diminuzione delle nascite e della necessità di mantenere vivi servizi e presìdi nelle numerose frazioni.
Il primo incontro con le autorità civili e militari e le comunità della Zona pastorale è stato don Angelo Baldassarri, Vicario generale per la Sinodalità, che ha rappresentato l'Arcivescovo, impegnato a Roma per la partecipazione al funerale del Cardinale Camillo Ruini. L’Arcivescovo non ha mancato di rendersi presente attraverso il telefono, anche sottolineando l’importanza della partecipazione di tutti alla vita della comunità e alla costruzione del bene comune. Qui emerge uno dei tratti più caratteristici del territorio. In montagna il volontariato non rappresenta soltanto un'esperienza di solidarietà: spesso è ciò che rende possibile la vita delle comunità. Alpini, Protezione civile, associazioni socio-sanitarie, Pro Loco, gruppi culturali e sportivi, comitati di frazione costituiscono una rete preziosa che sostiene le persone e mantiene vivi i legami sociali e le tradizioni popolari.
L'economia di questa parte dell'Appennino è profondamente cambiata. Accanto all'agricoltura e alla zootecnia, con produzioni di castagne, miele, formaggi e salumi, resta forte la presenza dell'artigianato, mentre cresce il settore dei servizi e dell'accoglienza.
Molti residenti lavorano ogni giorno a Bologna, favoriti dai collegamenti della Direttissima ferroviaria e dell'autostrada. Allo stesso tempo si stanno sviluppando nuove attività legate all'ospitalità diffusa, agli agriturismi, ai bed and breakfast e al turismo escursionistico.
Una trasformazione che passa anche dalla Via degli Dei, diventata negli ultimi anni uno dei cammini più frequentati d'Italia.
L’Arcivescovo ha incontrato i Comitati di Zona, espressione di una partecipazione dei laici alla vita pastorale che continua a caratterizzare queste comunità. In territori dove le distanze sono importanti e i servizi non sempre facilmente raggiungibili, la collaborazione tra cittadini, amministrazioni e parrocchie diventa un elemento decisivo per la qualità della vita, anche pastorale.
Molto significativo l’incontro con gli educatori, i catechisti e gli animatori di Estate Ragazzi.
L'educazione costituisce infatti una delle sfide più importanti della montagna. I bambini frequentano le scuole presenti sul territorio, ma già dalle superiori il pendolarismo verso Bologna o gli altri centri della provincia diventa quasi inevitabile. Molti giovani, terminati gli studi universitari, non fanno ritorno. Eppure proprio qui stanno nascendo nuove esperienze di imprenditorialità giovanile, soprattutto nei settori del turismo, dell'agricoltura e delle attività all'aria aperta. Anche la rete educativa delle parrocchie continua a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per tante famiglie.
È una terra dalla fede antica. Le pievi medievali, i santuari mariani, le piccole chiese disseminate tra i boschi raccontano una presenza cristiana che accompagna da secoli la vita delle comunità. Dalla devozione alla Madonna dei Boschi, profondamente legata al santuario della Madonna di San Luca, fino alle feste patronali che ancora oggi rappresentano occasioni di ritrovo per l'intera popolazione, la religiosità popolare continua ad essere parte integrante dell'identità dell'Appennino.
Percorrere le strade della montagna per confermare nella fede le comunità, ascoltare le loro domande, condividere le loro fatiche e riconoscere i tanti segni di speranza già presenti: anche nei paesi più piccoli dell'Appennino continua a battere il cuore della Chiesa di Bologna.