VESPA CLUB MADDALONI - Montebelluna, capitale della Vespa: due giorni di passione, sorrisi e motori
Nov 9, 2025•Channel
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Published7 months ago
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Languageit
CategoryAutos & Vehicles
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MONTEBELLUNA. Il profumo di miscela nell’aria, il rombo gentile di centinaia di motori e un’allegria contagiosa che ha trasformato la città in un museo a cielo aperto del Made in Italy su due ruote. Per due giorni Montebelluna è diventata la capitale della Vespa, quella vera, quella che non invecchia mai, come un buon vino o un vecchio amico che non smette di far sorridere.
E tra i protagonisti assoluti, il Vespa Club Maddaloni, applauditissimo per la sua energia e simpatia travolgente. Quando arrivano loro, si sente: non solo per il rombo dei motori, ma per la scia di risate e simpatia che lasciano dietro.
800 Vespe e 1200 cuori battenti
L’occasione? Il 18° Raduno Nazionale, con oltre 800 Vespe e 1200 partecipanti provenienti da ogni angolo d’Italia. Un’onda colorata che ha invaso il cuore di Montebelluna, sfilando tra le Colline del Prosecco – Patrimonio Unesco, fino a Valdobbiadene, Col San Martino e il Montello. Una sinfonia di clacson, sorrisi e scatti fotografici: difficile capire se fossero più i motori o le emozioni ad andare a pieno regime.
Un omaggio alle “vespiste” dal cuore d’arte
I festeggiamenti per il club maddalonese erano iniziati già la sera prima, con un gesto che ha toccato il cuore di tutti: un omaggio a tutte le donne del club, simbolo di eleganza e passione.
Ognuna di loro ha ricevuto una rosa in vetro artistico firmata Arte di Murano, creata appositamente da Alfonso e Sergio Morgillo. Un dono raffinato, lucente come la loro energia. E per chi non è riuscita ad esserci, la promessa è semplice: “nessuna resterà senza fiore”, perché nel Vespa Club Maddaloni nessuno viene lasciato ai box.
Arte di Murano, eccellenza nata a Maddaloni
L’azienda Arte di Murano, fondata nel 1986 da Alfonso Morgillo, è passata dalla Campania a Venezia portando con sé il gusto e l’ingegno italiani. Oggi è un’eccellenza internazionale nella lavorazione del vetro, ma non ha mai dimenticato le sue radici: la stessa passione che muove una Vespa, solo con un po’ meno rumore.
Maddaloni in vetta (e col sorriso)
Guidato dal presidente Vincenzo D’Angelo, il Vespa Club Maddaloni ha brillato anche in questa edizione, confermandosi tra i migliori club d’Italia. “È una grande soddisfazione – ha detto D’Angelo – portare il nome di Maddaloni in giro per l’Italia. Il nostro motore è la passione, e no, il campionato non è ancora finito: le nostre Vespe non hanno chiuso la miscela!”.
Una battuta che riassume perfettamente lo spirito del gruppo: determinazione, allegria e quell’ironia tipicamente campana che fa ronzare anche il cuore.
Un’amicizia che corre su due ruote
Tra le tante emozioni vissute a Montebelluna, una spicca per autenticità: la grande amicizia nata tra il presidente del Vespa Club Montebelluna, Dino Favero, e il Vespa Club Maddaloni.
Un legame sincero, fatto di risate, chilometri condivisi e quella complicità che solo chi ama davvero la Vespa può comprendere. Dino Favero ha stretto con il gruppo maddalonese un rapporto destinato a restare nel cuore, come quelle amicizie nate per caso ma che si trasformano in ricordi indelebili.
Un applauso al decano delle due ruote
Tra i momenti più toccanti, l’omaggio ad Antonio Di Nuzzo, il vespista più anziano del club. A lui è stato consegnato un premio speciale, firmato da tutti i membri del Vespa Club Maddaloni, dal presidente nazionale Pilati, dalla segretaria Galiotto e dagli amici Simone Osto, Andrea Bonato e Alice Bettanin.
Un riconoscimento che va oltre il trofeo: è un abbraccio collettivo a chi, con esperienza e passione, tiene viva la fiamma di un sogno che non conosce età.
La Vespa, mito che non si arrugginisce
Dalla Pontedera degli anni Trenta alle “Vacanze Romane” di Gregory Peck e Audrey Hepburn, la Vespa è molto più di un mezzo di trasporto: è un inno alla libertà, un piccolo miracolo di design e nostalgia che continua a unire generazioni e storie.
E a Montebelluna, ancora una volta, ha dimostrato che la passione italiana non si ferma mai. Magari rallenta un po’ in salita… ma solo per godersi meglio il panorama.
Carlo Scalera