Salvato dopo oltre mezz’ora di rianimazione: «Ho capito che la vita non è casa-lavoro» #shorts
Apr 3, 2026•Channel
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«Se sono qui è grazie a San Pietro che ha cambiato la serratura della porta del Paradiso». Oggi lo racconta con un sorriso e una battuta, ma un paio di mesi fa Andrea Colapietro, 35 anni di Bolzano, è stato a un passo dalla morte. Il 14 gennaio è stato rianimato per oltre mezz’ora, poco prima di un allenamento di kickboxing.
Qualche giorno fa è tornato in palestra per ringraziare le persone che l’hanno riportato in vita. Tra i suoi «eroi», come li definisce, c’è il soccorritore della Croce Bianca Carlo Fenice: «Salvare una vita è una gratificazione immensa e farlo da volontario la amplifica ulteriormente. Dopo un quarto d’ora di massaggio cardiaco senza che Andrea si muovesse, abbiamo temuto che non ci fossero più speranze, però è nel nostro spirito non mollare. Quando siamo tornati in palestra per la cerimonia è stato molto emozionante, perché raramente veniamo ringraziati pubblicamente». A salvare Colapietro, oltre al tempestivo intervento dei soccorsi, è stata la prontezza di due istruttori che hanno capito subito la gravità della situazione iniziando le manovre di rianimazione. «Se non ci fossero stati loro, noi non avremmo potuto fare nulla. Il loro intervento ha inoltre scongiurato danni cerebrali», sottolinea il medico rianimatore Günther Mitterhofer. «Faccio questo mestiere da oltre quarant’anni», prosegue, «e sono pochissime le volte in cui siamo riusciti a salvare la persona dopo un’emergenza così grave. Evidentemente il Signore lo voleva ancora tra noi».