🚨TRISTE NOTIZIA SU GALIMBERTI - #galimberti #filosofia #pensierocritico #pensione #notizie #news
Jun 13, 2026•Channel
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🚩"Basta. Ho vissuto dentro questo ufficio, dentro questa libreria. Non ho vissuto a correre in mezzo ai campi. Sempre dietro questa scrivania da cinquant'anni. Mi sono dimesso da Repubblica dopo venticinque anni e non scriverò più libri. Questo è l'ultimo. Bisogna sapere dire di no. Sto smettendo di fare conferenze e interviste. Basta. Bisogna sapere ritirarsi."
Dopo decenni di insegnamento, conferenze, articoli e libri, Umberto Galimberti ha annunciato una decisione che ha sorpreso molti dei suoi lettori.
In una recente intervista ha dichiarato di non voler più scrivere libri e di voler ridurre progressivamente conferenze e apparizioni pubbliche. Una scelta che non nasce dalla stanchezza intellettuale, ma da una riflessione maturata nel tempo sul significato del limite e sulla capacità di sapersi ritirarsi. Dietro questa affermazione emerge uno dei temi più profondi della filosofia: il rapporto tra il fare e il saper terminare. In una civiltà che impone crescita continua, produttività incessante e presenza permanente, il gesto di fermarsi appare quasi rivoluzionario.
Ma veniamo ai numeri: riusciremo mai a dimenticarci del nostro amato professore? Impossibile!
Leggete bene:
1. Libri e opere pubblicate: circa 50-60 volumi tra filosofia, psicologia, fenomenologia, etica, tecnica e divulgazione. Tradotti in 8 lingue!
2. Monografie filosofiche principali: circa 25-35 opere dedicate a temi specifici come il nichilismo, la tecnica, l'amore, il mito, la psiche, la religione e l'educazione.
3. Articoli di giornale: probabilmente oltre 4.500-5.000 articoli pubblicati nell'arco di quarant'anni di attività giornalistica.
4. Saggi accademici e contributi scientifici: almeno 100-200 saggi, tra riviste specialistiche, atti di convegni, introduzioni e capitoli di opere collettive.
5. Conferenze pubbliche: stima tra 2.500 e 3.000 conferenze tenute in teatri, università, festival, scuole e istituzioni culturali. Nel canale ne abbiamo 576, abbiamo molto da lavorare ancora.
6. Interviste televisive, radiofoniche e giornalistiche: oltre 1.000 interventi. Nel canale ne abbiamo 56, immaginate quante dobbiamo ancora ricercare.
7. Dizionari enciclopedici e opere di consultazione: 2 grandi dizionari di psicologia e discipline affini, corrette 4 volte in 35 anni di pubblicazione in 14 edizioni.
8. Traduzioni, curatele e prefazioni: diverse decine di lavori, soprattutto nell'ambito della filosofia tedesca e della fenomenologia. Ha tradotto tutta l'opera di Karl Jaspers in italiano per la prima volta, e alcune opere di Heidegger inedite in Italia.
9. Anni di attività pubblica e accademica: circa 50 anni.
10. Pagine pubblicate complessive. Non ci crederete, una stima plausibile della produzione complessiva di Galimberti potrebbe essere:
Libri e opere: oltre 15.000 pagine
Dizionari specialistici: oltre 3.000 pagine
Articoli di giornale: tra 15.000 e 30.000 pagine equivalenti
Saggi accademici, prefazioni e contributi vari: alcune migliaia di pagine
Se si includono anche prefazioni, introduzioni e materiali didattici, interviste e materiale successivamente pubblicato, si ipotizza una produzione complessiva vicina o persino superiore alle:
70.000 pagine.
Per volume di produzione, Galimberti è probabilmente uno degli intellettuali più prolifici del secolo, con un'opera che supera ampiamente quella della maggior parte dei filosofi e scrittori universitari mondiali della sua generazione.
Per Galimberti la maturità non consiste nell'accumulare attività fino all'ultimo giorno possibile, ma nel riconoscere il momento in cui un ciclo si compie. Saper iniziare è importante. Saper concludere forse lo è ancora di più. Le sue parole richiamano una saggezza antica, lontana dalla cultura contemporanea dell'esibizione continua. L'idea che ogni stagione della vita abbia un proprio tempo e che vi sia una dignità anche nel passo indietro, nel silenzio e nel congedo.
Più che un annuncio editoriale, questa dichiarazione sembra assumere il valore di una riflessione esistenziale: fino a quando dobbiamo continuare a produrre? Quando arriva il momento di lasciare spazio ad altro? E siamo ancora capaci, nella nostra epoca, di riconoscere il valore del ritiro?
Una testimonianza che invita a riflettere non soltanto sul destino di uno dei più importanti filosofi contemporanei, ma sul significato stesso del limite, del tempo e della conclusione.
E ora? Che faremo?
Continueremo la nostra ricerca e catalogazione: crediamo che neanche una vita intera basterebbe per leggere 70.000 pagine.
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