Mercosur, qualità e nuovi mercati: De Carlo difende l'accordo davanti agli agricoltori
Jun 9, 2026•Channel
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In occasione della Giornata Mondiale del Latte, a Ca’ Vendramin, in provincia di Rovigo, si è svolto un incontro promosso da Agricole Forte dedicato alle prospettive del settore agricolo e agroalimentare italiano. Tra i temi affrontati, particolare attenzione è stata riservata all'accordo Mercosur, argomento che continua a suscitare dibattito tra gli agricoltori.
Intervistato durante l'evento, il senatore Luca De Carlo ha sottolineato come il Mercosur possa rappresentare una grande opportunità per alcune delle eccellenze del Made in Italy. Una posizione che non trova però il consenso unanime di molti produttori agricoli, preoccupati dalle possibili conseguenze della concorrenza internazionale.
«Dipende dai settori – ha spiegato De Carlo –. Il vino e soprattutto i latticini, quindi i formaggi, vedono in questo accordo la possibilità di ampliare la platea dei consumatori di oltre 300 milioni di persone». Secondo il senatore, proprio le produzioni di qualità potrebbero beneficiare maggiormente dell'apertura verso nuovi mercati, aumentando le opportunità di esportazione.
De Carlo ha inoltre evidenziato come il trattato sia stato profondamente modificato rispetto alla sua impostazione iniziale grazie al contributo del Governo italiano. «Oggi ci sono elementi di reciprocità e sono previste soglie di salvaguardia che fanno scattare controlli nel caso di abbassamenti anomali dei prezzi. È cambiato molto rispetto alla prima versione», ha affermato.
Il presidente della Commissione Agricoltura del Senato ha poi ribadito che la vera forza dell'agricoltura italiana risiede nella qualità delle sue produzioni. «Ci sono colture che sono commodities e hanno prezzi fissati a livello globale. Anche in questi casi dobbiamo puntare sulla qualità per sostenere il reddito degli agricoltori».
Guardando ai dati produttivi del territorio polesano, De Carlo ha ricordato come le rese agricole siano aumentate sensibilmente negli ultimi anni. «Cinque anni fa un ettaro produceva circa 70 quintali, oggi si arriva a 100 o addirittura 110 quintali. Questo dimostra che il settore continua a crescere, anche se gli agricoltori lamentano margini economici insufficienti».
Il nodo principale, secondo il senatore, resta quello dei costi di produzione. «Su questo fronte abbiamo lavorato molto. Basti pensare all'agrivoltaico e ai pannelli solari sui tetti delle aziende agricole. A fronte di oltre 3 miliardi di investimenti pubblici, si stima un risparmio complessivo di 11 miliardi per gli agricoltori nei prossimi otto anni».
La strada per garantire una maggiore redditività alle imprese agricole passa dunque, secondo De Carlo, attraverso qualità, filiera e accordi con l'industria di trasformazione. «Per ottenere prezzi migliori bisogna rafforzare le filiere e valorizzare il prodotto. Anche per questo abbiamo sostenuto e finanziato gli accordi di filiera con le risorse del PNRR e con altri strumenti già attivi negli anni precedenti».
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