PASQUA: LE PAROLE DI GESÙ - #Libro #Galimberti #LudwigMonti #Gesù #religione #Cristo #Pasqua #parole

Apr 2, 2026Channel
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Libro di Umberto Galimbeti e Ludwig Monti. In questa intervista, il tentativo di tornare alle parole originarie di Gesù non viene trattato come un’operazione religiosa, ma come un gesto radicale di scavo nel linguaggio. Non si tratta di aggiungere interpretazioni, ma di togliere. Togliere stratificazioni, dogmi, traduzioni che hanno progressivamente trasformato un discorso situato in un sistema teologico. Galimberti insiste su questo punto: “le parole non sono mai innocenti, portano con sé mondi”, e quando quei mondi cambiano, cambia anche il senso di ciò che viene detto. Il nodo centrale è che Gesù non ha scritto nulla. Ciò che possediamo sono parole trasmesse, tradotte, interpretate. In questa distanza si gioca tutto. Galimberti mostra che ogni traduzione è già un’interpretazione, e ogni interpretazione introduce uno scarto. Tornare alle parole significa allora ridurre questo scarto, avvicinarsi a un contesto che non è il nostro. Non per trovare una verità definitiva, ma per comprendere la differenza. Nel libro emerge una tensione decisiva: distinguere tra il Gesù storico e il Cristo costruito dalla tradizione. Galimberti ha più volte affermato che “il cristianesimo è una costruzione successiva”, indicando come il messaggio originario sia stato riorganizzato in funzione di una dottrina. Le parole di Gesù, in questa prospettiva, non fondano un sistema, ma esprimono un’esperienza. Un esempio concreto è il linguaggio parabolico. Le parabole non spiegano, aprono. Non definiscono, disorientano. Non offrono concetti chiusi, ma immagini che chiedono interpretazione. Questo stile viene spesso tradotto in termini morali o dogmatici, perdendo la sua forza originaria. Galimberti insiste sul fatto che il linguaggio di Gesù è situato, legato a un contesto storico preciso, e non può essere semplicemente universalizzato senza trasformarlo. C’è poi un elemento più radicale: il rapporto tra fede e verità. Galimberti distingue nettamente i due piani: “la fede non è verità, è fede”. Questo non svaluta la fede, ma la colloca. Non è conoscenza oggettiva, ma adesione. E questa adesione, quando diventa sistema, tende a irrigidirsi. Il lavoro di traduzione, allora, non è neutro. Non restituisce semplicemente un testo, ma mette in crisi un’intera costruzione. Non per distruggerla, ma per mostrarne i passaggi, le trasformazioni, le scelte. E in questo processo emerge una figura di Gesù meno dogmatica e più esposta, meno definita e più aperta. #galimberti #umbertogalimberti #filosofia #gesu #bibbia #traduzione #teologia #nichilismo #pensierocritico #consapevolezza #crescita #crescitapersonale #psicologia #mente #vita #verita #esistenza #etica #naturaumana #interiorita #riflessione #over60 #terzaeta #anziani #educazione #valori #tempo #spiritualita #religione #filosofiadellavita “Le vere parole di Gesù” “Tradurre significa interpretare” “Gesù storico o Cristo della fede?” “La Bibbia riletta” “Cosa ha detto davvero Gesù” “Il linguaggio delle parabole” “Fede e verità: la differenza” “La costruzione del cristianesimo” “Il senso nascosto delle parole” “Gesù oltre il dogma”

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