Opera Santa Teresa, bilancio in rosso ma rilancio già avviato piano su patrimonio, fondi e donazioni

Jul 3, 2026Channel
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Si è svolta oggi, presso l'Agorà dell'Opera di Santa Teresa del Bambino Gesù di Ravenna, la conferenza stampa di presentazione del bilancio consuntivo 2025 dell'ente. L'incontro è stato anche l'occasione per illustrare alcune delle principali iniziative in programma per la seconda edizione delle Giornate di Santa Teresa e per anticipare l'inaugurazione dei nuovi alloggi destinati agli studenti universitari. Sono intervenuti il direttore don Alain González Valdés, il vice direttore Matteo Casadio e l'arcivescovo di Ravenna-Cervia e presidente dell’Opera, mons. Lorenzo Ghizzoni. Presente in rappresentanza del Comune di Ravenna, l’assessora alle politiche sociali Roberta Mazzoni. Il bilancio 2025 si chiude con un disavanzo economico di 1,4 milioni di euro, dovuto principalmente agli elevati costi di gestione e agli ammortamenti del consistente patrimonio immobiliare della fondazione. «L’obiettivo dell'Opera non è il profitto, ma la carità - ha spiegato Matteo Casadio -. Tuttavia, una perdita di queste dimensioni non può diventare strutturale. Per questo sono già state avviate azioni di razionalizzazione, tra cui la recente cessione della residenza per anziani di Faenza, che consentirà un risparmio annuo di oltre 400mila euro tra minori oneri finanziari ed ammortamenti». Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione finanziaria della fondazione. A seguito degli investimenti realizzati per l'ampliamento del dormitorio e della Casa della Carità, oggi Santa Teresa ha dovuto far ricorso a rilevanti fonti di finanziamento bancario. «La situazione finanziaria va monitorata costantemente. Il flusso finanziario annuale “standard” dell’Opera di Santa Teresa - ha aggiunto Casadio - indica necessità di risorse per circa 1,9 milioni di euro, oggi solo in parte garantito da ricavi provenienti dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare, dagli utili delle partecipate, dal contributo della Diocesi attraverso l’8 per mille, nonché da erogazioni liberali». Per raggiungere questo obiettivo, la fondazione lavorerà su tre direttrici principali: valorizzazione del patrimonio immobiliare, accesso agli incentivi previsti per il Terzo Settore finalizzati all'efficientamento energetico della struttura e potenziamento della raccolta fondi, coinvolgendo cittadini, imprese, fondazioni e promuovendo nuove campagne dedicate ai lasciti testamentari, tenendo conto che negli ultimi anni questi sono drasticamente diminuiti. Nel corso dell'incontro sono stati inoltre anticipati alcuni appuntamenti delle Giornate di Santa Teresa 2026, in programma dal 30 settembre al 2 ottobre, che accompagneranno il percorso verso il Centenario dell'Opera, previsto il 25 gennaio 2028. Tra gli eventi principali, il 30 settembre al Teatro Alighieri di Ravenna (ore 18:30), il cardinale Matteo Maria Zuppi e il presidente dell'Associazione Bancaria Italiana e de La Cassa di Ravenna S.p.A, Antonio Patuelli, dialogheranno sul tema "Orientare l'economia alla dignità”, con la moderazione del direttore di Avvenire Marco Girardo. Il 1° ottobre sarà dedicato alle celebrazioni in occasione della ricorrenza di Santa Teresa del Bambino Gesù, mentre il 2 ottobre verranno inaugurati i nuovi alloggi dello studentato universitario dell’Opera, che porteranno la capienza complessiva da 25 a 41 posti, confermando l'impegno della fondazione nel garantire ai giovani alloggi a canone calmierato e nel sostenere concretamente il diritto allo studio. «Vogliamo che il nostro studentato - ha dichiarato don Alain González Valdés - non sia soltanto un luogo dove abitare, ma una vera comunità di accoglienza e formazione. Offriremo agli studenti camere a prezzi calmierati, ma soprattutto un ambiente in cui crescere umanamente e spiritualmente, confrontarsi con culture diverse e costruire relazioni autentiche. Ho deciso di trasferirmi all’Opera di Santa Teresa proprio per poter essere un punto di riferimento per questi ragazzi, nella quotidianità. Chiederemo loro impegno nello studio, nel volontariato e nella vita comunitaria, perché crediamo che il merito e il servizio agli altri siano parte integrante del percorso di crescita di una persona». «I poveri sono ancora tra noi e Santa Teresa continua a rispondere alle nuove forme di povertà, profondamente cambiate rispetto ai tempi di don Angelo Lolli. Oggi - ha concluso mons. Lorenzo Ghizzoni - accogliamo persone che hanno perso la casa, famiglie in difficoltà, anziani, italiani e stranieri: la maggior parte degli ospiti proviene proprio dal nostro territorio. Grazie alla rete di collaborazioni costruita negli anni con i servizi sociali del Comune, con le realtà imprenditoriali del territorio, i cittadini, la Caritas diocesana e le altre associazioni del terzo settore, riusciamo a offrire non solo aiuti materiali, ma anche percorsi di cura, dignità e reinserimento sociale.

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