L'Iftar Street: l'incontro con la comunità islamica per il Ramadan, presenti Lepore, Prodi e Zuppi

Mar 1, 2026Channel
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La grande cena collettiva in piazza Lucio Dalla arrivata all'ottava edizione: la condanna all'intervento militare in Iran da parte di Stati Uniti e Israele Guarda il video su Corriere: https://video.corrieredibologna.corriere.it/il-video-dell-iftar-street-di-bologna-l-incontro-con-la-comunita-islamica-per-il-ramadan-presenti-lepore-prodi-e-zuppi/c9935ab5-8b69-469c-9465-0bff216eexlk Viviamo «un tempo che sembra esprimersi in senso opposto al dialogo: la logica della forza, il trionfo della guerra, il crescere delle discriminazioni e una diffidenza reciproca che serpeggia già tra i banchi di scuola». E' il messaggio lanciato a Bologna da mons. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, intervenendo sul palco in piazza Lucio Dalla all'ottava edizione di Iftar Street, l'evento pubblico che, nelle intenzioni, apre alla cittadinanza un momento di incontro, conoscenza e convivialità nel mese del Ramadan. «Essere credenti vuol dire essere fratelli e dialogare, camminare insieme, imparare a conoscersi e a rispettarsi: è quello che Dio vuole per tutti gli uomini della terra», ha affermato Zuppi. Richiamando un proverbio attribuito a Lao Tzu - «fa piuù rumore un albero che cade di una foresta che cresce» - il presidente della Cei ha parlato di una «foresta di amicizia e di rispetto di Dio e dell'altro che cresce», invitando a non lasciarsi assordare dal dilagare delle cattive notizie, ma a saper riconoscere «il suono delicato dell'enorme quantità di gesti concreti di solidarietà».​​«C'è poco da commentare» su quanto sta accadendo in Iran. «E' scoppiata un'altra guerra in pochi giorni, siamo di fronte a una tragedia e basta. «Cosi' Romano Prodi, ex premier, presente all'evento. ​​«Il nostro mondo di oggi deve essere governato dalla legge internazionale e dalle convenzioni internazionali. Non possiamo pensare di salvare una popolazione con i bombardamenti. Il popolo iraniano ha il diritto alla libertà, ha il diritto all'autodeterminazione ma deve essere il fautore del proprio destino. Non si può rimanere in mano alle grandi potenze che oggi continuano a bombardare non certamente per liberare il popolo iraniano. Sappiamo che gli interessi economici e geopolitici la fanno da padrone in questa situazione». E' quanto afferma Yassine Lafram, imam della Comunita' islamica bolognese e gia' presidente dell'Unione delle Comunita' Islamiche d'Italia (Ucoii)

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