Crisi cantina Terre d'Oltrepò: il tribunale accoglie la richiesta di stato di insolvenza
Apr 3, 2026•Channel
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Il tribunale di Pavia ha accolto la richiesta avanzata dal commissario di Terre d’Oltrepò e dichiarato lo stato di insolvenza per la cooperativa, in altre parole la società è sostanzialmente fallita.
Un passaggio tecnico, che prelude alla creazione dello stato passivo: ovvero l’elenco dettagliato di tutti i debiti accumulati, verso chi si sono generati e di quale importo. Vi sono poi questioni di priorità tra vanta crediti nei confronti della cantina, perché per legge vi sono soggetti, i cosiddetti creditori privilegiati, che hanno diritto di essere soddisfatti prima di altri.
Ma soddisfatti con quali risorse? Con quelle, per esempio, derivanti dalla vendita della cantina stessa e di tutto il suo patrimonio, stimato in oltre 30 milioni di euro, interamente trasferito alla Società per azioni.
Ma si riusciranno ad ottenere tutti? E quello che si otterrà basterà a soddisfare tutti i creditori?
E che fine faranno i crediti degli agricoltori soci? Tutte domande a cui, al momento, non ci sono risposte.
Il Partito democratico pavese, in una nota diffusa nel pomeriggio di venerdì, ha criticato aspramente la gestione della crisi, ribadendo la propria “Ostilità verso l’impostazione data dal Ministero e verso una ipotesi di liquidazione che ha evitato di intraprendere qualunque strada per il risanamento. Questo è un fatto negativo - ha spiegato il responsabile agricoltura del Pd Nicola Adavastro - imposto da Roma e subito dal territorio pavese”.