Cereali : costi e climae crisi del settore: l’allarme della cooperativa Santa Maria Assunta di Adria

May 29, 2026Channel
AI Analysis
Data from YouTube Data API v3Updated Just now

Video Overview

Video Details

Published2 weeks ago
Duration6:30
Video IDqfAWIQ215G8
Languageit
CategoryEducation
PrivacyPublic
Made for KidsNo
Video TypeRegular Video

Performance Metrics

Views47
Likes1
Comments0
Engagement Rate2.13%
Likes per 100 views2.13
Comments per 1K views0.00

Description

«Le regole dovrebbero essere uguali per tutti, ma oggi non lo sono». È un quadro complesso e ricco di incognite quello tracciato da Giordano Stoppa, presidente della cooperativa agricola Santa Maria Assunta di Adria, una delle realtà più importanti del settore agricolo polesano. In vista dei campi prova e dell’avvio della stagione estiva, il presidente lancia un grido d’allarme sulle difficoltà che stanno vivendo le aziende cerealicole del territorio. «Dal punto di vista della situazione generale – spiega Stoppa – non stiamo attraversando uno dei momenti più soddisfacenti degli ultimi anni. Le tensioni internazionali stanno provocando aumenti dei costi molto elevati e, soprattutto, non si riesce a capire quando questa situazione potrà finire». A pesare sulle imprese agricole sono soprattutto i rincari dei fertilizzanti, in particolare quelli legati all’azoto, e l’aumento del prezzo dei carburanti. «Fino a marzo siamo riusciti in qualche modo a contenere i costi – sottolinea – ma da quel momento in poi la situazione è diventata quasi ingestibile. Questo mette a rischio la competitività delle nostre aziende». Secondo il presidente della cooperativa, la gestione condivisa degli acquisti e delle materie prime rappresenta ancora uno strumento fondamentale per limitare l’impatto economico. Tuttavia, gli aumenti improvvisi stanno rendendo molto più difficile mantenere margini di sostenibilità. Le preoccupazioni riguardano anche le colture già in campo. Grano, mais e soia sono ormai avviati, ma il problema principale riguarda gli investimenti sui secondi raccolti e soprattutto l’irrigazione. «Con il gasolio a costi così elevati – evidenzia Stoppa – irrigare il mais diventa molto problematico. Inoltre abbiamo già registrato momenti di forte insolazione e questo ci fa temere un’estate particolarmente difficile». Il cambiamento climatico continua infatti a rappresentare un fattore sempre più pesante per l’agricoltura. «Noi agricoltori abbiamo sempre convissuto con il rischio climatico – aggiunge – ma oggi gli eventi sono molto più estremi e imprevedibili. Fare investimenti diventa complicato perché il rischio è elevatissimo». Nel corso dell’intervista emerge anche il tema delle speculazioni economiche e della concorrenza internazionale. «Siamo sottoposti ad azioni speculative che ci mettono in difficoltà e che spesso risultano sleali. Dobbiamo organizzare meglio gli approvvigionamenti e la gestione dei costi, ma non è semplice in un settore che vive di stagionalità e incertezza». Stoppa richiama infine l’attenzione sull’importanza della valorizzazione del prodotto italiano e della qualità agroalimentare nazionale. «Il prodotto Italia dovrebbe essere realizzato con materie prime italiane, e questo oggi non sempre accade. La nostra agricoltura rappresenta cultura, tradizione e qualità. Siamo patrimonio dell’UNESCO anche dal punto di vista alimentare e dobbiamo difendere questa identità».

Related Videos

More videos from LEANDRO MAGGI MADE IN POLESINE