Negozi in crisi: “Chi tiene aperto è quasi un eroe”
May 5, 2026•Channel
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ROVIGO - Negli ultimi giorni il commercio cittadino è tornato al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni sulla qualità “bassa” dei negozi del centro, pronunciate in consiglio comunale dal capogruppo di Fratelli d’Italia Nello Piscopo. Parole che hanno innescato una reazione immediata: 38 commercianti hanno sottoscritto un documento definendole “offensive” e chiedendo maggiore rispetto per chi ogni giorno tiene aperte le attività. A stretto giro sono arrivate anche le scuse dello stesso Piscopo, che ha parlato di “frase infelice”, mentre l’amministrazione ha invitato a non alimentare ulteriori polemiche in un settore già fragile. Ma al di là delle polemiche, cosa ne pensano i cittadini?
Per Roberto, titolare della Sartoria Meccanica, il tema va letto dentro una difficoltà più ampia: “E’ un momento duro per il commercio a livello nazionale, ma Rovigo si difende ancora molto bene. Non ritengo ci siano negozi di bassa qualità. Chi apre una partita Iva va rispettato, siamo quasi degli eroi a tenere aperto oggi”.
Il problema, semmai, è un altro: “C’è una generazione che va in pensione e non viene sostituita. E poi restano i soliti nodi, viabilità e parcheggi: così in centro si investe sempre meno”.
Sulla stessa linea Luisa, ex commerciante: “Ho sempre comprato in centro, anche per sostenere la categoria. Parlare di bassa qualità non mi sembra corretto: ci sono negozi che non hanno nulla da invidiare a quelli delle grandi città”.
Anche lei però sottolinea il tema del ricambio: “Molti hanno chiuso perché sono andati in pensione. E sì, nel commercio il ricambio generazionale è una difficoltà reale”.
Tra i cittadini prevale una percezione simile. Fabio non ha dubbi: “No, non li trovo di bassa qualità. E poi è bello fare le spese in centro”.
Paola è ancora più netta: “Per me sono negozi di alta qualità. E sì, compro in centro”.
Qualche sfumatura arriva da Alessandra: “Non direi bassa qualità, forse un approccio diverso rispetto a una volta. Ma non è una fotografia reale”. Anche lei, comunque, continua a frequentare il centro, almeno in parte.
Infine Francesca invita a guardare nel dettaglio: “Ci sono molti negozi di qualità, con prodotti validi. Forse sull’abbigliamento c’è meno scelta rispetto a prima, ma per altri settori le alternative non mancano”. E sugli acquisti: “Non sempre, ma in centro compro ancora”.
Per molti il vero nodo resta capire come tenere vivo il centro città.
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