DL Rimpatri, Kelany: "Stranieri condannati? stop al consenso per il rimpatrio".
Jul 11, 2026•Channel
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DL Rimpatri, Kelany: "Stranieri condannati? stop al consenso per il rimpatrio".
L'allarme sul separatismo islamico nelle periferie, Kelany: "Si rischiano contesti in cui prevale la sharia sull'ordinamento italiano'".
Politica (Roma). Presente all'evento "Riscatto Capitale" anche Sara Kelany, responsabile dipartimento Immigrazione, che ha da poco presentato alla Camera dei Deputati il DL Rimpatri: "Con riferimento alla proposta di legge presentata recentemente alla Camera dei Deputati, sintetizzata con lo slogan "immigrato condannato, subito rimpatriato", è stato spiegato che uno degli obiettivi è ridurre i costi della detenzione in Italia e modificare le regole per il trasferimento dei detenuti stranieri nei Paesi d'origine. Secondo quanto illustrato, attualmente un cittadino straniero condannato in Italia può scontare la pena nel proprio Paese solo con il suo consenso. La proposta di legge prevede invece l'eliminazione di questo requisito per i condannati a pene superiori a un anno, consentendo il trasferimento sulla base degli accordi bilaterali già esistenti o da rinegoziare con gli Stati interessati. Tra i Paesi con cui l'Italia ha già sottoscritto accordi in materia sono stati citati Algeria, Egitto, Marocco e Tunisia. L'eliminazione del requisito del consenso, secondo i promotori della proposta, consentirebbe di rendere più efficace l'applicazione di tali intese". Si è espressa anche sul fenomeno del cosidetto separatismo islamico: "Noi viviamo in una condizione più favorevole rispetto ad altre capitali europee per una serie di fattori, ma anche in Italia si sta iniziando a registrare il fenomeno del cosiddetto separatismo islamico, soprattutto nelle grandi periferie delle principali città. Per separatismo islamico si intendono contesti nei quali viene applicata la legge islamica, la sharia, anziché quella dello Stato ospitante e, quindi, nel nostro caso, quella italiana. Il tema delle seconde generazioni è particolarmente complesso. Spesso si tratta di ragazzi nati in Italia che, secondo questa analisi, non si sono mai sentiti parte del contesto culturale, valoriale e istituzionale del Paese e finiscono per fare riferimento a principi ritenuti lontani da quelli italiani. Questi giovani sono figli del periodo in cui l'Italia ha registrato il più intenso flusso migratorio, tra il 2014 e il 2016. Secondo l'intervento, in quegli anni i governi di centrosinistra avrebbero aperto le frontiere e gestito in modo inadeguato il fenomeno migratorio, con conseguenze che oggi si rifletterebbero sul piano della sicurezza. Il Governo, viene sostenuto, ha adottato una linea di particolare fermezza attraverso diversi provvedimenti, a partire dal Decreto Caivano, che interviene sul fenomeno delle baby gang, introduce sanzioni più severe per il porto di armi da taglio, responsabilizza maggiormente le famiglie e rafforza gli strumenti a disposizione dello Stato sul fronte della responsabilità penale dei minori. È stato inoltre sottolineato che la responsabilità penale è personale e che episodi come quelli avvenuti nei giorni scorsi al Colosseo non possono essere attribuiti esclusivamente a fenomeni di marginalità sociale. Secondo questa impostazione, è necessario affiancare alle attività di prevenzione anche un'efficace azione repressiva, attraverso strumenti come il Decreto Caivano, il Decreto Sicurezza e gli altri provvedimenti adottati dal Governo". Queste le sue dichiarazioni a margine dell'evento.
(Martina la Forgia/alanews)
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Rico riferimento alla norma che abbiamo presentato l'altro ieri alla Camera dei Deputati immigrato condannato subito rimpatriato Ci sono degli elementi diciamo molto qualificanti che vanno i video Dobbiamo considerare che per ogni soggetto all'interno delle nostre carceri lo Stato Italiano spende €550 al giorno e cubano circa €53000 l'anno pro capite il 34% della popolazione carceraria è di origine immigrata Thun 8% di popolazione immigrata in Italia noi dobbiamo affrontare il problema eliminando quello che è E così per questo quello che abbiamo fatto il principio del cosiddetto consenso ad oggi un immigrato che sta scontando la pena in Italia può scontare la pena all'estero solo se vi acconsente Ecco noi a quella nostra proposta di legge abbiamo eliminato il consenso e stabiliamo che ogni soggetto che viene condannato ad una pena superiore ad un anno e quindi spesso e volentieri ti viene come una per un organo superiore ad un anno non va neanche in galera perché fino ai 3 anni cos'è la prima il primo reato C'è la sospensione condizionale di potergli far scontare la pena all'estero con i paesi di provenienza bisogna implementare dei rapporti bilaterali trattati bilaterali che già esistono e sulla base di questa norma potremmo rinegoziare la regola del consenso Noi abbiamo tantissimi accordi già sottoscritti con Paesi particolarmente Insomma incidente