⛵👨🏿🧔🏿♂️ La TRATTA degli SCHIAVI e il COMMERCIO TRIANGOLARE 📐🗺️ - Storia Moderna 📚
Nov 10, 2025•Channel
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Dopo la scoperta dell’America, nel Nuovo Mondo si ebbe un tragico crollo demografico della popolazione indigena, dovuto a guerre, malattie portate dagli europei e brutale sfruttamento imposto dai conquistadores.
Per gli spagnoli, iniziò così a scarseggiare la forza lavoro da impiegare nelle miniere di oro e argento e nelle piantagioni di canna da zucchero. Contestualmente, anche i portoghesi avevano bisogno di uomini da far lavorare sui loro domini brasiliani.
Pertanto, intorno alla metà del XVI secolo, Spagnoli e Portoghesi iniziarono a importare schiavi provenienti dall’Africa.
Fino a XV secolo, il commercio di schiavi era praticato quasi esclusivamente in Africa da mercanti arabi e riguardava soprattutto prigionieri di guerra o carcerati impiegati in prevalenza in lavori agricoli.
Successivamente, i Portoghesi, che che avevano varie basi commerciali lungo la costa africana, furono i primi tra gli europei a ricorrere sistematicamente agli schiavi, sfruttando il loro lavoro dapprima nelle piantagioni di canna da zucchero di Madeira, poi nelle colonie Americane, dove questo ricorso agli schiavi africani divenne una vera e propria tratta, ossia un lucroso commercio di esseri umani che in seguito vide coinvolte numerose potenze europee, come Inghilterra, Francia e Paesi Bassi. Si calcola che fino all’ Ottocento, quando la schiavitù fu abolita, furono portati in America almeno 10 milioni di africani.
Ma vediamo nello specifico come si svolgeva la tratta degli schiavi, un sistema commerciale definito dagli storici commercio triangolare perché coinvolgeva tre continenti: Europa, Africa e America. Il commercio triangolare era chiamato anche commercio di Guinea, perché era proprio nel golfo di Guinea che arrivavano e ripartivano le navi per il trasporto degli schiavi, altresì note come navi negriere o schiaviste.
Le navi europee caricavano merci di scarso valore prodotte in Europa, come tessuti, armi antiquate e alcolici, e navigavano verso le coste dell’Africa occidentale. Giunti in Africa, gli europei usavano questi oggetti di scarso valore per comprare schiavi dai re o dai capi tribù africani.
Gli schiavi africani venivano quindi caricati sulle navi per essere trasportati verso le Americhe in condizioni disumane. Una volta giunti nelle colonie americane, i pochi schiavi che sopravvivevano a quel tremendo viaggio venivano venduti ai latifondisti, grandi proprietari terrieri che avevano bisogno di forza lavoro per coltivare le loro piantagioni o per estrarre metalli preziosi dalle miniere.
I prodotti del duro lavoro degli schiavi, come metalli preziosi, zucchero, tabacco, cotone e caffè, venivano quindi caricati sulle stesse imbarcazioni che avevano prima trasportato gli schiavi, per poi partire alla volta dell’Europa, dove quei prodotti venivano venduti nei mercati del vecchio continente, chiudendo così il triangolo commerciale.
Questo meccanismo commerciale, che consentiva alle navi europee di non viaggiare mai a stiva vuota, si basava sul commercio di essi umani, un’attività che per i mercanti europei era molto redditizia: nelle Americhe, infatti, uno schiavo poteva essere venduto a cifre fino a quindici volte superiori a quelle spese in Africa per acquistarlo.
La tratta degli schiavi durò centinaia di anni ed è descritta molto bene nel romanzo Radici di Alex Haley, di cui vi suggeriamo la lettura. Da queste immagini si può notare come gli schiavi venissero stipati peggio degli animali sulle navi negriere, dove vivevano in condizioni disumane, morendo spesso di malattia e di stenti.
L’importazione di schiavi dall’Africa portò in America un gran numero di Africani. Nello stesso tempo, aumentò anche il numero di europei che si trasferivano nelle colonie. Nei domini coloniali europei, specialmente in quelli spagnoli, si trovarono così a convivere tre differenti gruppi etnici: i conquistatori europei, i nativi americani e gli schiavi giunti dall’Africa. Gli individui nati dalle loro unioni furono chiamati meticci (se nati dall’unione di bianchi e indios), mulatti (se nati dall’unione di bianchi e neri) e zambos, se nati dall’unione di neri e indios. Ancora oggi nell’America centro meridionale e specialmente nelle Antille permane nella popolazione questa miscela di origini europee, africane e indigene.
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