ROMA JUVENTUS 3-3 ADANI GIALLOROSSI CEDONO GLI ULTIMI 15'! #seriea #romajuve #news #roma #champions

Mar 1, 2026Channel
AI Analysis
Data from YouTube Data API v3Updated Just now
ALEYOUTUBE
ALEYOUTUBE

3.2K subscribers

View Channel

Video Overview

Video Details

Published3 months ago
Duration0:59
Video ID7roMBEUvLRg
Languageit
CategoryNews & Politics
PrivacyPublic
Made for KidsNo
Video TypeYouTube Short

Performance Metrics

Views1.3K
Likes10
Comments1
Engagement Rate0.88%
Likes per 100 views0.80
Comments per 1K views0.80

Description

ROMA JUVENTUS 3-3 PARI AL 93' GATTI SALVA SPALLETTI #seriea #romajuve #news #roma #champions Di Conceiçao il primo pareggio al vantaggio di Wesley, poi giallorossi sul 3-1 con Ndicka e Malen: Boga e Gatti dalla panchina regalano il pari a Spallett Una zampata che cambia tutto. Il gol del pareggio di Gatti al 93’, che fissa sul 3-3 il risultato dello scontro diretto per la Champions tra Roma e Juve (di Wesley, Conceiçao, Ndicka, Malen e Boga le altre reti), tiene in vita la Juve e fa mangiare le mani alla Roma, che dilapida un vantaggio di due gol a 12’ dalla fine, fallendo il match ball per chiudere (quasi definitivamente) i giochi. I bianconeri, infatti, restano a -4 dal quarto posto e, potendo contare su un solo impegno settimanale e un calendario più favorevole da qui al termine del campionato, possono ancora tentare di operare il sorpasso. I giallorossi, invece, dovranno dimenticare presto questo finale di partita, che li ha portati in pochi istanti a perdere 2 punti . Spalletti (fischiatissimo come prevedibile dai suoi ex tifosi all’annuncio delle formazioni) ritrova Bremer e si schiera con il classico modulo cangiante a seconda della posizione di McKennie: 4-2-3-1 in fase offensiva con l’americano trequartista, 3-4-2-1 in quella opposta, quando scivola a destra per “controllare” Wesley. Nel primo tempo, i giallorossi, che pur avrebbero un’occasione enorme per passare dopo neanche 3 minuti (Pellegrini in tap-in manda alto dall’area piccola dopo una respinta corta di Perin su diagonale di Pisilli), faticano a produrre gioco, con Malen spesso abbandonato nella morsa di Bremer e Kelly: si avverte la mancanza di un uomo di raccordo tra centrocampo e attacco, nonostante il numero 61 cresca con il passare dei minuti e si prenda via via più responsabilità. Alla fine, la sua sarà una gran partita. Pesano, poi, i tantissimi errori tecnici dei mediani romanisti: in due occasioni Cristante perde malamente palla, ma la Juve non riesce mai ad andare alla conclusione pericolosa verso la porta di Svilar. La squadra di Spalletti è più armoniosa rispetto agli avversari, i continui movimenti dei giocatori (Cambiaso in alcune circostanze è addirittura il riferimento centrale dell’attacco, Thuram si apre sulla sinistra, Yildiz viene spesso incontro più centrale) e l’aggressione feroce ai portatori di palla creano non poche difficoltà alla Roma, ma il portiere giallorosso non deve mai sporcarsi i guanti. Perché alla fine, per la Juve il problema è sempre quello: la finalizzazione. Fino ai pressi dell’area la Juve è bella ed efficace, dopo si perde. L’occasione migliore per i bianconeri capita dopo la mezz’ora a McKennie, che di testa, su cross di Kalulu, stacca a centro area e mette fuori di pochissimo. Poco prima era stato decisivo Perin in uscita su Malen, ma al 39’ il portiere juventino non è irreprensibile sul gol che sblocca la gara: Wesley calcia dal vertice sinistro dell’area col destro a girare, ma la sua conclusione è a mezza altezza e si poteva fare di più. Ad inizio ripresa, ventidue in campo e copione non cambiano, ma in avvio è la balistica a sorridere alla Juve: sugli sviluppi di una punizione, Conceiçao regala a Spalletti il gol del pari dopo neanche due minuti con una volée splendida dal limite dell’area di rigore, infilando la palla sotto l’incrocio opposto. La Roma sembra accusare un minimo il colpo, ma non è così. Anche perché, alla prima occasione utile, ecco tornare due consuetudini: le distrazioni juventine e l’abilità della Roma nel far male da fermo. Sull’angolo di Pellegrini, Cambiaso si perde Ndicka a centro area e l’ivoriano realizza il suo secondo gol consecutivo in spaccata, il terzo da corner sugli ultimi 6 segnati dalla squadra di Gasperini. A mezz’ora dalla fine, Spalletti ci prova con il falso nove (dentro Boga e fuori David), sperando nell’effetto Galatasaray, ma è la Roma a fare tris: Konè da una palla splendida in profondità per Malen, che brucia Kelly sullo scatto e supera Perin con uno scavetto di esterno destro in uscita. Un gol da grande centravanti, insomma, proprio quello che anche stasera, come in tutta la stagione, ha dimostrato di mancare tremendamente alla Juve. I bianconeri comunque non si arrendono, grazie alla spinta degli altri due subentrati (Zhegrova e Miretti per Thuram e Conceiçao) e sfruttano le scelte conservative di Gasperini, che con gli ingressi di Ghilardi e El Aynaoui per Cristante e Rensch nell’ultimo quarto d’ora toglie un po’ di certezze alla squadra. Che infatti, accusa il colpo. Decisivol’impatto del kosovaro juventino: dal suo sinistro partono infatti sia il gol del 2-3 di Boga (diagonale dalla sinistra dell’area dopo una corta respinta di Celik), sia la punizione che Gatti scarica di rabbia in rete dopo una spizzata a centro area a tempo quasi scaduto. Cambiando umori e, forse, anche prospettive di fine stagione

Related Videos

More videos from ALEYOUTUBE