USA E RUSSIA UNITI CONTRO L'EUROPA! #putin #trump #usa #russia #europa #eu #news #perte #gabanelli
Dec 2, 2025•Channel
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USA E RUSSIA UNITI CONTRO L'EUROPA! #putin #trump #usa #russia #europa #eu #news #perte #gabanelli SECONDA PARTE
Asse occulto Usa-Russia: qual è il piano per smantellare la Ue?
Uno spettro si aggira per il vecchio continente: è quello della disgregazione dell’Unione Europea. Nel suo recente non-paper, dal titolo «Il contrasto alla guerra ibrida: una strategia attiva», il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di «Stati autoritari» che, in modo «subdolo», alimentano la «delegittimazione» dei processi democratici interni e delle «alleanze sovranazionali come l’Ue». Il ministro ha fatto i nomi: Russia, Cina, Iran e Corea del Nord. Ma c’è un convitato di pietra: a minare l’Unione Europea, insieme a Putin, c’è anche l’America di Donald Trump e dei suoi suggeritori strategici, a partire dalla Heritage Foundation, think tank ultraconservatore che ha prodotto il «Project 2025». Si tratta del documento programmatico che Trump ha adottato per affermare la supremazia presidenziale, sopprimendo molti degli anticorpi che la Costituzione Usa ha creato a protezione della democrazia.
Lo smembramento dell’Unione Europea è da vent’anni uno degli obiettivi strategici della Heritage Foundation. In tempi più recenti la Foundation ha sviluppato un'alleanza con quelle stesse associazioni e amministrazioni dell’ultradestra sovranista europea coltivate da Vladimir Putin.
Per decenni il leader russo ha usato le forniture di gas per esercitare un'influenza politica sui singoli Stati membri dell'Ue e, dopo l’invasione della Crimea, ha fatto leva sulla dipendenza della Germania da quel gas (il 50% dei consumi fino al 2022) per spingerla a opporsi a sanzioni più severe chieste dagli Stati confinanti con la Russia. Così come oggi Putin sta usando la dipendenza dell’Ungheria dal suo petrolio per spingere Orbán a mettere i bastoni tra le ruote di una politica unitaria continentale.
Ma un’Unione Europea forte si scontra anche con la strategia dell’America First sostenuta da Donald Trump, che ha tutto l’interesse a indebolire il coordinamento istituzionale e il potere collettivo europeo. La miglior riprova di questa apparentemente paradossale coincidenza di interessi tra Putin e Trump è stata fornita dalla Brexit. L’uscita dalla Ue della Grand Bretagna è stata infatti fortemente sostenuta da entrambi. Ed entrambi hanno usato lo stesso canale per favorirla: Nigel Farage, il politico inglese che il presidente americano continua ancora oggi a sponsorizzare e il cui fedele luogotenente Nathan Gill è stato appena condannato a 10 anni per essere stato portatore della propaganda del Cremlino sulla guerra in Ucraina.
A febbraio di quest’anno Donald Trump ha dichiarato senza alcuna remora diplomatica che «l'Unione Europea è stata creata per fregare gli Stati Uniti: quello è il suo scopo» (qui) e che «è per molti versi peggio della Cina». Si potrebbe pensare che si tratti di esternazioni tipiche del personaggio, ma gli stessi promotori del manuale strategico di Trump ritengono la Ue un avversario da smantellare.
Heritage Foundation: il programma
L’attività anti Ue della Heritage Foundation, che ricordiamo è considerato il centro studi ultraconservatore più grande e influente a livello internazionale, è diventata più esplicita negli ultimi 20 anni, con un’accelerazione dal 2022. Passiamo in rassegna fatti e documenti.
Giugno 2005: l’ex vicedirettore per le comunicazioni strategiche della Heritage Foundation Lee Casey scrive: «Dal punto di vista degli Stati Uniti, la mancata approvazione della Costituzione Europea ai referendum in Francia e Olanda rappresenta un duro colpo allo stesso progetto europeo (...). Ed è giunto il momento che i politici americani mettano in discussione tale progetto».
Dicembre 2006, in un rapporto intitolato «L'Ue è amica o nemica dell'America?», il ricercatore della Heritage Foundation John Blundell scrive: «Le differenze politiche tra Europa e Stati Uniti si sono moltiplicate e approfondite. (...) non c'è alcun motivo per cui gli Stati Uniti, che hanno fatto da levatrice alla nascita di questo neonato politico, non debbano svolgere un ruolo nella sua scomparsa» (qui).
Febbraio 2007, il dirigente Nile Gardiner scrive: «La crescente centralizzazione politica dell’Europa rappresenta una minaccia fondamentale per gli interessi degli
Stati Uniti (...). Nulla è mai certo nella storia. La spinta verso un’Unione sempre più stretta può ancora essere fermata».
I soci europei
Nel 2020 il primo ministro dell’Ungheria, Victor Orbán, grande nemico dell’integrazione europea, cede una quota del 10% della compagnia petrolifera ungherese Magyar Olaj (Mol) al Mathias Corvinus Collegium (Mcc), un centro studi schierato su posizioni di chiaro euroscetticismo. Ed è soprattutto dagli utili della Mol, per lo più dovuti alla vendita di petrolio russo, che arrivano i finanziamenti annuali del Collegium. L'emittente tedesca Zdf ha calcolato che nel solo 2023 ha ricevuto da Mol 50 milioni di euro in dividendi