INVENTORI CHE HANNO SCELTO IL BENE DELL'UMANITA' INVECE CHE IL PROFITTO PERSONALE #gabanelli #news
Dec 22, 2025•Channel
AI Analysis
Data from YouTube Data API v3•Updated Just now
Video Overview
Video Details
Published6 months ago
Duration3:01
Video IDusbyaFm3COQ
Languageit
CategoryNews & Politics
PrivacyPublic
Made for KidsNo
Video TypeRegular Video
Performance Metrics
Views21
Likes3
Comments0
Engagement Rate14.29%
Likes per 100 views14.29
Comments per 1K views0.00
Video Tags
Description
Ecco gli inventori che hanno scelto il bene dell'umanità al posto del profitto personale 2A PARTE
Gli inventori che hanno preferito il bene dell'umanità al profitto
A soli tre anni dal lancio sul web, sono già 800 milioni gli utenti che utilizzano abitualmente ChatGPT, il sistema di intelligenza artificiale generativa lanciato da OpenAI. Nata come organizzazione senza scopo di lucro con la promessa di rendere l'intelligenza artificiale sicura e a beneficio dell'umanità, la società guidata da Sam Altman si è presto trasformata in un colosso profit valutato 500 miliardi di dollari. Ad agosto 2.700 esperti e scienziati, tra cui quattro Premi Nobel, lanciano un appello: «L’intelligenza artificiale servirà davvero l’interesse dell’umanità o diventerà un affare per pochi investitori?». Possiamo dire con certezza invece che è diventato un colossale affare per pochi la traiettoria dei grandi colossi hi-tech. I loro fondatori all’inizio assicuravano di voler migliorare la società e renderla più democratica: il motto di Google era «Non essere cattivo»; quelli di Amazon «L'azienda più attenta al cliente al mondo» e «Cambiare il domani»; la missione di Facebook era «rendere il mondo più aperto e connesso». Poi per inseguire il profitto i loro algoritmi hanno sfruttato paure e debolezze umane, trasformando la Rete in un’arena di manipolazione, conflitto, e dipendenza. Mark Zuckerberg lo aveva pure riconosciuto, ma quegli algoritmi che seminano odio macinando traffico non li ha mai corretti. Vuol dire che i soldi alla fine corrompono sempre anche il più nobile degli scopi? No, la storia è piena di inventori che hanno scelto di mettere il bene comune davanti all’arricchimento personale.
Il 6 agosto 1991 Tim Berners-Lee, informatico britannico del Cern, cambiò la nostra vita lanciando il primo sito web. Per realizzare il World Wide Web aveva combinato tre tecnologie: il linguaggio ipertestuale (Html), il sistema degli indirizzi univoci (Url) e il protocollo di comunicazione (Http), così da consentire ai ricercatori sparsi nel mondo di condividere con facilità documenti in Rete e in tempo reale. L’inventore Berners-Lee, allora 36enne, decise di non brevettare i protocolli del web affinché potessero diffondersi rapidamente e diventare uno strumento accessibile a tutti. La rivoluzione di Internet iniziò così, con un atto di generosità. Come iniziò con atti di altruismo il passo avanti in campo medico.
Wilhelm Conrad Röntgen
Professore tedesco di matematica e fisica, nel 1895 Wilhelm Conrad Röntgen inventò i raggi X. Nonostante le pressioni e le possibilità di guadagno, non depositò mai il brevetto ritenendo che dovesse rimanere di dominio pubblico. Credeva fermamente che la conoscenza scientifica dovesse essere accessibile a tutti e non privatizzata, e infatti la scoperta portò alla rapida creazione dei dipartimenti di Radiologia in tutto il mondo. Nel 1901 gli fu consegnato il Nobel per la Fisica e, puro fino in fondo, donò il consistente premio in denaro alla sua università, poiché la sua scoperta fu possibile grazie all’utilizzo dei laboratori dell’ateneo di Würzburg.
Marie Curie e la scienza etica
Marie Curie è stata l’unica scienziata ad aver ricevuto due premi Nobel: per la Fisica (1903) e la Chimica (1911). Nel 1898, insieme al marito Pierre, riuscì a isolare il radio, dando inizio agli studi sugli effetti e sulle proprietà della radiazione. Questa scoperta, oltre ad aprire la strada alla fisica nucleare, accelerò lo sviluppo di applicazioni mediche come la radioterapia che utilizza le radiazioni per distruggere cellule tumorali. Marie e Pierre Curie non vollero mai depositare il brevetto internazionale per il processo di isolamento del radio e in generale di tutte le loro scoperte per ragioni etiche. Nel 1933, un anno prima di morire, la scienziata dichiarò: «L’umanità ha bisogno di uomini d’azione, ma ha anche bisogno di sognatori per i quali perseguire disinteressatamente un fine è altrettanto imperioso quanto è per loro impossibile pensare al proprio profitto».
L’insulina di Banting e di Best
Lo stesso spirito etico guidò i ricercatori canadesi Frederick Banting e Charles Best che nell’estate del 1921, con una procedura sperimentale, riuscirono a estrarre insulina dal pancreas e a somministrarla con successo prima a cani diabetici e poi l’anno successivo a un giovane paziente con diabete di tipo 1. Per produrre l’insulina su larga scala e curare milioni di persone era però necessaria una struttura adeguata, così i due scienziati decisero di vendere il brevetto al prezzo simbolico di un dollaro ai Connaught Laboratories, un istituto di ricerca pubblico e senza scopo di lucro dell’università di Toronto. A chi gli chiese perché avesse scelto di non trarre profitto dalla scoperta, Banting, premio Nobel per la Medicina nel 1923, rispose: «L’insulina appartiene al mondo, non a me».
La scoperta della penicillina da parte di Alexander Fleming fu frutto del caso.